Chiusure e ingiunzioni per le concerie di India e Bangladesh

Chiusure e ingiunzioni per le concerie di India e Bangladesh

Momenti di tensione per le concerie di India e Bangladesh. Nel distretto di Savar le autorità hanno imposto la chiusura di 7 concerie dopo averne rilevato presunte irregolarità negli scarichi. Parallelamente, l’amministrazione distrettuale di Kanpur ha inviato solleciti di pagamento a 42 aziende. I mancati versamenti riguardano il contributo alla costruzione del CETP. Per sanare la propria posizione avranno una settimana di tempo, al termine della quale saranno sanzionate.

Gli illeciti in Bangladesh

Il dipartimento dell’Ambiente (DOE) di Savar ha disposto la sospensione dell’attività per 7 concerie. L’ente accusa le aziende di aver inquinato il fiume Dhaleshwari, scaricando effluenti non trattati. La notizia arriva da un comunicato stampa dello stesso dipartimento, che nei giorni scorsi ha condotto un’indagine attraverso gli addetti della sede centrale e quelli dell’ufficio distrettuale di Dhaka. La decisione del dipartimento ha comportato la sospensione di fornitura di acqua ed elettricità alle 7 concerie.

 

 

Tensione per le concerie indiane

Nel frattempo, a Kanpur 42 concerie hanno ricevuto un sollecito di pagamento. L’amministrazione ha emesso gli ordini nei confronti delle aziende a proposito di presunti arretrati non corrisposti per la costruzione del nuovo impianto di trattamento degli effluenti. Il magistrato distrettuale, in ottemperanza agli ordini del National Green Tribunal del 31 luglio 2017 e della National Mission For Clean Ganga, aveva infatti suddiviso il conto per la costruzione della struttura fra le 380 concerie del distretto. Di queste, 42 non avrebbero pagato. A loro è stata concessa una settimana di tempo per adeguarsi, al termine della quale saranno sanzionate. (art)

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