Giappone, non basta JEFTA per rivitalizzare il mercato conciario

Nei primi 7 mesi del 2019 l’import del Giappone di pelli grezze, semilavorate e finite è calato complessivamente del 18,6% in valore. Il risultato si registra malgrado l’entrata in vigore di JEFTA, l’accordo tra Tokyo e Unione Europea che porterà in dieci anni alla completa liberalizzazione dei rapporti commerciali tra le due aree. Nello stesso periodo, sostengono i dati divulgati da leatherbiz.com, le esportazioni di pellami dal Giappone si sono contratte del 13,5% su base annua.

Il trend italiano
Scorrendo i dati elaborati dal Servizio Economico di Lineapelle, si apprende che non va meglio alla pelle made in Italy. Nel periodo gennaio-giugno 2019 l’export di tutte le pelli conciate (con o senza pelo) è diminuito del 5%. È una magra consolazione notare che il fatturato in Giappone di altri big conciari sia andato anche peggio: la Cina, ad esempio, ha ceduto il 23%.

Ma va bene il prodotto in pelle
Tornando ai dati ripresi da leatherbiz, si nota invece la performance positiva del prodotto in pelle: nei 7 mesi l’import in Giappone di accessori è cresciuto del 9,4%.

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