Giorgetti: 10 milioni di euro dal MISE per la concia italiana

Giorgetti: 10 milioni di euro dal MISE per la concia italiana

Obiettivo: stimolare “progetti d’investimento in grado di accrescere la competitività attraverso l’introduzione di processi produttivi digitali e innovazioni di prodotto”. Con una nota datata 8 gennaio, il Ministero dello Sviluppo economico ha ufficializzato l’erogazione di “10 milioni di euro di contributi a fondo perduto per le imprese dell’industria conciaria”.

10 milioni di euro dal MISE

Come scrive il MISE, “la misura è destinata alle imprese appartenenti ad un distretto conciario sul territorio nazionale”. La condizione di accesso ai contributi è che presentino, “singolarmente o in modalità integrata di filiera, progetti d’investimento in grado di accrescere la competitività”. Come? “Attraverso l’introduzione di processi produttivi digitali e innovazioni di prodotto”. Nello specifico, “sono ammissibili alle agevolazioni le spese complessivamente non inferiori a 50.000 euro e non superiori a 200.000 euro”. Con una postilla, però: “La soglia si innalza fino a 500.000 euro per progetti integrati di distretto che presentano determinate caratteristiche”.

Trovare soluzioni funzionali

Il decreto, promosso da alcuni parlamentari toscani, è stato firmato dal titolare del MISE, Giancarlo Giorgetti (a destra nella foto Imagoeconomica), e dal ministro dell’Economia e delle Finanze, Daniele Franco. Ora attende la registrazione della Corte dei Conti e il successivo provvedimento ministeriale che ne definirà “i termini e le modalità” di richiesta. “L’industria conciaria italiana – commenta Giorgetti -, con le sue imprese distribuite nei vari distretti produttivi, è un importante settore per le produzioni del made in Italy, dalle calzature all’arredamento, ma anche nell’ambito dell’automotive. MISE sostiene con contributi a fondo perduto il settore per supportare la ripartenza di questa filiera che, dopo le sofferenze dell’emergenza Covid, ha visto nel 2021 i primi segnali di ripresa”. Un settore che, conclude il ministro, “adesso deve fronteggiare anche il fenomeno dell’aumento dei prezzi delle materie prime”. Fenomeno “sul quale il Governo è impegnato a trovare soluzioni che siano funzionali a ridurne l’impatto”.

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