Il video che smonta le fake news su concia, animali e ambiente

Le tendenze sui pellami a Lineapelle

Da alcune settimane è “virale”, come si suol dire, un video che testimonia più che il (negativo) momento di mercato della concia sudamericana, il gran servizio che la concia offre alla società e all’ambiente. La clip, girata in Argentina a fine settembre, riprende un camion svuotare il suo carico di pelli grezze in discarica. Non sappiamo se fosse la prima intenzione di chi ha immortalato la scena, ma le immagini rappresentano la plastica risposta a chi (da anni) sparge fiele e fake news sulla concia, la sua relazione con la zootecnia e con l’ambiente.

 

 

No, non si allevano i bovini per la pelle
Vi hanno mai chiesto “si allevano i bovini per la loro pelle”? A noi de La Conceria sì, è capitato (anche da parte di interlocutori che dovrebbero saperne di materiali per il design). La risposta è no. L’industria agro-alimentare procede su binari indipendenti, quelli della carne e dei prodotti lattierocaseari: il derma del bovino è un byproduct della filiera. In una congiuntura come questa, quando la domanda di carne e proteine animali cresce esponenzialmente, mentre quella di pelle non brilla, il conferimento di animali al macello continua a spron battuto. Questo vuol anche dire che se, come propone PETA, i consumatori smettessero di comprare prodotti in pelle con l’intenzione di danneggiare gli allevatori, l’unico risultato che otterrebbero è sabotare l’industria che nobilita e dona nuova vita a uno scarto della zootecnia.

Sarebbe un disastro ambientale
Qui veniamo dritti al secondo punto. Immaginate per un momento un mondo dove nella popolazione di 7,7 miliardi di esseri umani c’è ancora una grande quota di consumatori di carne, ma nessuno che utilizza pelle finita: sarebbe un disastro ambientale. Il Report Sostenibilità di UNIC – Concerie Italiane 2017 calcolava che ogni anno sono prodotti 1.700 chilometri quadrati di materia prima conciaria: un valore pari alle superfici delle tre capitali globali della moda, cioè Milano, Parigi e New York. Oggi, lo sappiamo bene, tanto materiale è assorbito dalla concia. Ecco, vi rendete conto che problema sarebbe trovare un posto a uno scarto tanto voluminoso?

In foto, un’immagine da Lineapelle97 che ricorda, invece, la qualità del prodotto finito della concia. Video tratto da LinkedIn

 

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