L’effetto CRV sugli 8 mesi della filiera pelle francese

Effetto CRV sugli 8 mesi della filiera pelle francese

Nei primi 8 mesi del 2020 in Francia calano i numeri aggregati di tutti gli attori della filiera della pelle. Tra lockdown e social distancing, sarebbe stato difficile il contrario: l’effetto CRV si ripercuote, con variazioni percentuali negative anche in doppia cifra, su ogni livello della catena, dalla materia prima conciaria al prodotto finito.

L’effetto CRV

I numeri registrati da Conseil National du Cuir dicono che nessuno ha scampato la pandemia, neanche il monte della filiera. Se nel periodo gennaio-agosto i conferimenti ai macelli sono rimasti tutto sommato stabili (bovini adulti -0,3%, vitelli -5,9%, ovini -0,2%, caprini -3,8%), il movimento della materia prima conciaria si è arrestato: l’Esagono ha ridotto del 19% le importazioni e del 32% le vendite all’estero. Nello stesso periodo il giro d’affari della concia ha perso il 27,5% su base annua. Peggio è andato l’interscambio con l’estero di pelli finite: gli acquisti oltre confine sono in calo del 29%, mentre l’export del 42%.

Sul prodotto finito

Si sarà capito che non c’è da attendersi nulla di meglio per il prodotto finito e per il retail. La scarpa francese, riporta CNC, ha ceduto il 31% in volume e il 23% in valore, mentre import ed export sono inferiori rispettivamente del 16% e dl 17% in confronto al 2019. La distribuzione calzaturiera ha perso il 22%. E la pelletteria? Il trend è simile. Il giro d’affari risulta in calo del 20,9%, così come l’import del 19% e l’export del 14%. Il business dei dettaglianti, infine, è quasi dimezzato: -44,5%.

 

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