La crisi picchia: la pelle indiana perde 75.000 posti di lavoro

The crisis is felt: India’s leather segment loses 75.000 jobs

La pelle indiana perde 75.000 posti di lavoro. Con gli ordini praticamente spariti, molte aziende dei distretti di Vellore, Tirupathur e Ranipet hanno cominciato a licenziare. Una dinamica preoccupante, che rischia di avere gravi ripercussioni sulla tenuta dell’intero sistema sociale.

La pelle indiana perde 75.000 posti

Concerie, calzaturifici e pelletterie dell’India hanno potuto riaprire i battenti a maggio al termine del lockdown. La quasi totalità, però, è ripartita con gli organici ridotti all’osso per contenere le spese. Gli ordini dei clienti di tutto il mondo sono infatti calati drasticamente e in alcuni casi sono stati proprio annullati. “Circa il 50% dei lavoratori ha perso il lavoro” spiega a newindianexpress.com il segretario generale del Tamil Nadu Trade Union Center, J Ruban. I distretti più colpiti sono quelli di Vellore, Tirupathur e Ranipet, dicevamo, dove si stima siano andati in fumo ad oggi circa 75.000 posti di lavoro.

Famiglie sul lastrico

CRV ha quindi generato una grave crisi occupazionale. Un problema aggravato dal fatto che nella maggior parte dei casi si tratta di donne provenienti dalle zone rurali e più povere dell’India. Le poche che sono riuscite a mantenere un impiego hanno visto una riduzione dell’impegno e, di conseguenza, della retribuzione. Molte però, giunte nelle aree industriali in cerca di fortuna, hanno intanto acceso dei mutui per l’acquisto della casa. “L’impatto della pandemia sui lavoratori è molto grave – spiega al quotidiano indiano Pradeep Krishnan, coordinatore di una ONG che lavora per il benessere dei lavoratori -. La maggior parte proviene da settori socialmente arretrati e non ha un impiego alternativo”.

 

 

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