L’UE ribadisce (ai furbi): la definizione “eco-pelle” è falsa e fuorviante

Non che ci fossero dubbi, ma i nuovi orientamenti sull’applicazione della direttiva comunitaria sulle pratiche commerciali sleali sono estremamente chiari. La Commissione di Bruxelles il 25 maggio ha scritto: “Un’asserzione ambientale può essere fuorviante se contiene false informazioni: pertanto non è affidabile”. Il riferimento alla definizione “eco-pelle” per i materiali sintetici non è solo una suggestione, ma uno dei casi portati a esempio da Bruxelles. Non è corretto, quindi, “presentare un prodotto come se fosse realizzato in eco-pelle, quando in realtà non è realizzato con un materiale di origine animale, ma piuttosto con un materiale comparabile per cui non sono stati condotti test per dimostrare le sue performance ambientali”. Mentre l’UE chiarisce le idee agli etichettatori distratti (diciamo così), il Ministero per lo Sviluppo Economico continua il percorso per arrivare al divieto dell’utilizzo dei termini “pelle” e “cuoio” per i materiali non derivanti da spoglie animali. (rp)

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