Rino Mastrotto cambia proprietà

Rino Mastrotto Group: il 70% a NB Renaissance Partners

Un’altra operazione finanziaria di alto profilo vede protagonista la pelle italiana. Il fondo NB Renaissance Partners ha rilevato la maggioranza di Rino Mastrotto Group di Trissino. La notizia era nell’aria da tempo e arriva poche settimane dopo il passaggio della conceria toscana Samanta sotto la proprietà della griffe francese del lusso CHANEL.

L’operazione
Dopo mesi di trattative (e contatti con circa 15 fondi finanziari), la certezza è arrivata a inizio agosto. Il management di Rino Mastrotto Group ha siglato con NB Renaissance Partners un accordo che prevede il passaggio al fondo finanziario del 70% del capitale. Rino Mastrotto (vicepresidente UNIC – Concerie Italiane, nel riquadro a sinistra) rimane alla presidenza con il figlio Matteo amministratore delegato e la figlia Barbara alla gestione della divisone automotive. ”Non è una cessione, ma un’operazione di consolidamento” ha dichiarato Rino Mastrotto a Il Giornale di Vicenza. Parole che confermano la volontà di investire e crescere del gruppo vicentino. RMG a maggio 2017 aveva emesso un minibond da 12 milioni di euro per sostenere il piano di sviluppo al 2020. RMG ha chiuso il 2018 con un fatturato di circa 320 milioni di euro e impiega oltre 850 dipendenti.

Le motivazioni di NB
“Rino Mastrotto Group si adatta perfettamente alla nostra strategia di investimento perché è un esempio di eccellenza del made in Italy nel mondo – si legge in un comunicato diffuso da NB Renaissance Partners -. Rino Mastrotto Group si presenta come indiscussa azienda modello nel settore della concia anche per la sua capacità di coniugare l’alto standard di qualità dei suoi prodotti ad una politica ambientale rigorosa, basata su una produzione industriale sostenibile e rispettosa dell’ambiente. Siamo inoltre convinti che rappresenti la piattaforma ideale per crescere sia organicamente, sia consolidando un mercato estremamente frammentato”. NB Renaissance Partners è nato nel 2015 dalla partnership  tra Neuberger Berman e Intesa Sanpaolo. Obiettivo: gestire investimenti di private equity in società italiane.

Due precedenti
Tra le tante operazioni finanziarie che hanno coinvolto, nelle ultime stagioni, la pelle italiana, ne vanno citate due. In entrambe sono coinvolti fondi di private equity. Il primo è quello di Pasubio, conceria vicentina che nel giugno 2017 è passata sotto il controllo del fondo di private equity CVC. A giugno 2019 Pasubio ha reso noto il primo bilancio, relativo all’anno fiscale 2018, di questa nuova gestione. Giudizio sintetico: “Più che positivo”. Il secondo risale a febbraio 2018, quando la conceria piemontese Chiorino è entrata nell’orbita del fondo italiano Arcadia.

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