Più consapevoli, meno sensibili: la lotta al fake di Ornella Auzino

Più consapevoli, meno sensibili: la lotta al fake di Ornella Auzino

Da 5 anni Ornella Auzino (nella foto), titolare della pelletteria Le Mie Borse di Napoli, ha iniziato la sua personale lotta al fake. La conduce spiegandone ogni dettaglio e cercando di educare il consumatore finale sui danni che provoca quando compra un articolo contraffatto. In questa intervista ci racconta la sua esperienza e ci spiega perché oggi, quasi paradossolmente, siamo più consapevoli, ma meno sensibili rispetto a questa drammatica problematica.

Più consapevoli, meno sensibili

Cosa pensa del corso cinese che insegna a riconoscere l’autenticità o meno di una borsa?

Una grandissima idea. Dovremmo replicarlo in Italia. Trasforma un fenomeno negativo come la contraffazione in un aspetto positivo, con la creazione di posti di lavoro attraverso figure professionali molto ricercate. E ci trovo anche un aspetto comunicativo: con questo corso, la Cina ci sta dicendo che sta combattendo la contraffazione. E noi?

Rispetto a 5 anni fa c’è maggiore consapevolezza e sensibilità nel consumatore finale dei danni che fa acquistando un fake?

Oggi c’è più consapevolezza, ma meno sensibilità verso i danni che vengono procurati perché, di questo fenomeno, se ne parla ancora troppo poco. Le persone pensano ancora che non sia così grave comprare un prodotto taroccato. Inoltre, oggi, grazie al web, hanno a disposizione più vie di accesso per farlo. Hanno acquisito nuove competenze e se non si educano, in futuro, ci ritroveremo con danni ingenti.

 

 

Differenze, impercettibili o meno

Oggi, quali sono i maggiori problemi?

Il dilagare dei prodotti che arrivano dalla sovraproduzione del terzista del lusso. Il quale produce più pezzi di quelli ordinati dalla griffe e, poi, li rivende sottobanco. Così, le differenze con un prodotto autentico possono anche essere impercettibili.

Quali sono i suggerimenti che dà ai consumatori per poter smascherare un articolo contraffatto?

Il primo è sicuramente la (troppa) differenza di prezzo. Se compro su internet faccio un approfondito controllo del venditore e dei suoi sistemi di pagamento, di solito non tracciati. Se compro di persona, verifico su internet la reale esistenza di quel prodotto e se ha le stesse caratteristiche. E se ho dei dubbi, il controllo deve essere molto accurato per verificare ogni minimo dettaglio.

Certo che, se qualcuno si pone dubbi sul suo acquisto, c’è un’evidente opacità di partenza…

Indubbiamente: se qualcuno mi chiede se la borsa che ha acquistato è falsa, nel 90% dei casi lo è veramente. Se l’acquisto fosse avvenuto nei canali ufficiali, non mi avrebbe rivolto quella domanda. Inoltre, spesso il fake si smaschera dai componenti di una borsa (il suo hardware). Per esempio: fibbie, chiusure lampo etc. Devo ripetere in continuazione che i grandi marchi non mettono in commercio prodotti difettati… (mv)

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