Sneaker in guerra: Skechers ci copia, Nike ci bullizza

Sneaker in guerra: Skechers ci copia, Nike ci bullizza

Nike ci riprova: nuova causa contro Skechers. Il colosso di Beaverton (Oregon) ha depositato, presso il Tribunale Federale di Los Angeles, la documentazione secondo cui Skechers avrebbe violato i suoi brevetti. Come? Utilizzando le tecnologie di ammortizzazione delle Nike Air e di altre calzature (nell’immagine a sinistra, tratta da thefashionlaw.com). Sul banco degli imputati, i modelli Skechers della linea Skech-Air che rispondono al nome di Jumpin’ Dots e Mega Shoes.

La quarta vien da sé
È la quarta causa che Nike intenta contro Skechers negli ultimi anni. La prima risale al 2014 e si è conclusa pochi giorni fa con la vittoria di Skechers. La seconda è quella in cui Nike accusa il suo competitor di aver copiato i design brevettati Free e Flyknit. E, anche, le sneaker VaporMax e Air Max 270. Nella terza, presentata a fine settembre, Nike ha affermato che Skechers aveva realizzato “versioni Skecherized” delle sue scarpe nel tentativo di guadagnare quote di mercato.

Botta e risposta
La battaglia tra i due giganti delle sneaker sta superando il livello di guardia. È uscita dai Tribunali, trasformandosi in una vera e propria rissa verbale. Skechers ha acquistato uno spazio editoriale sul Los Angeles Times (nell’immagine tratta da highsnobiety.com) per rassicurare rivenditori e consumatori finali della propria buona fede.  E ha accusato Nike di bullismo. Ma anche di utilizzare le sue enormi risorse finanziarie “per portare la competizione nelle aule di tribunale piuttosto che sul mercato”. Nike ha replicato per vie legali, sostenendo che “l’applicazione da parte di Nike dei suoi diritti di proprietà intellettuale contro i trasgressori, compresi i copiatori come Skechers, non è bullismo e non reprime la concorrenza. Questi diritti incoraggiano aziende come Nike e i talentuosi inventori che lavorano presso l’azienda a impegnarsi nello sforzo creativo”.

Munich contro Deichmann
Le due multinazionali USA non sono le uniche a farsi la guerra. Munich, per esempio, ha vinto una causa contro Deichmann. Nove anni fa, il brand spagnolo aveva avviato un’azione legale in Germania. Oggetto: Deichmann commercializzava un modello con due fasce e un bastone. Tutto troppo simile al logo Munich. Deichmann ha sostenuto che il marchio Munich non era distintivo. Ma, prima la Corte di Giustizia Europea (giugno 2019) e, ora, l’Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale (EUIPO) hanno riconosciuto la validità del carattere intrinseco del marchio Munich. (mv)

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