Corsa alla riconversione: la filiera si attiva per le mascherine

Corsa alla riconversione: la filiera si attiva per le mascherine

Corsa alla riconversione. Molte aziende della filiera pelle/moda, oltre a quelle del comparto tessile, si sono riconvertite o stanno pensando di farlo per produrre (soprattutto) mascherine.

La “raccolta” di Confindustria Moda

Per far fronte all’emergenza si è attivata Confindustria Moda con la campagna di “raccolta” delle candidature delle aziende del tessile-moda per fornire tessuto-non tessuto (TNT). CNA Federmoda aveva lanciato una call per raccogliere le manifestazioni d’interesse delle aziende associate. Ad accendere il motore della riconversione era stata Erika Andreetta, partner PwC Italia, a cui sono giunte più di 200 candidature di imprese italiane pronte a riconvertirsi. Con il coordinamento dello Sportello Amianto Nazionale, Confindustria Moda e Cna Federmoda hanno elaborato il piano denominato “Riconversione industriale nazionale Emergenza Covid“. Tutte le imprese interessate a partecipare possono contattare le associazioni di categoria indicate. Oppure scrivere a emergenzacovid@sportelloamianto.org. O, infine, contattare lo Sportello Amianto Nazionale.

 

 

Attivazione marchigiana

I distretti si sono attivati. Nelle Marche ci sarebbero almeno 50 aziende, nella maggior parte calzaturifici e pelletterie, pronte a partire con la produzione di mascherine. Ad affermarlo è Alessandro Migliore, direttore CNA Fermo. “Finora nelle Marche, senza autorizzazione GORES, non è stato possibile produrre mascherine. Ora si può, grazie al decreto Cura Italia e compilando il modello di autocertificazione predisposto dietro nostra sollecitazione. Come CNA ci stiamo impegnando anche nel reperire i materiali. Questo non sarà un problema” conclude Migliore.

Riconversione toscana

In Toscana la riconversione è già partita. A Impruneta (Firenze), come fa notare La Nazione, Giorgio Linea sviluppa pelletteria per diversi marchi, tra cui My Vintage Academy. Il brand, grazie alla riconversione produttiva del partner, ha deciso di donare tra 30.000 e 50.000 mascherine al Comune di Impruneta che le distribuirà alle famiglie.
Su vari media, invece, è rimbalzato l’appello di Antonio Montagnani, titolare delle pelletterie Edo.Mat ed Elys Color di Scandicci, che impiega 31 dipendenti. Montagnani vorrebbe iniziare a produrre le mascherine per donarle ed è alla ricerca delle materie prime necessarie.
Sempre in Toscana, a Piancastagnaio, molti pellettieri, in sinergia col Comune, hanno aderito all’idea di Roberto Rossetti, titolare di Pelletteria 3R, di riconvertire la produzione. Come riporta Amiatanews, il primo prototipo è stato realizzato all’interno del laboratorio dell’Alta Scuola di Pelletteria grazie all’impegno di Enzo Piccini (Pelletteria Gabriel).  (mv)

Immagine tratta da triesteallnews.it

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