Il DDL Made in Italy avanza su liceo, marchi storici e reshoring

Il DDL Made in Italy avanza su liceo, marchi storici e reshoring

“Il 2024 sarà l’anno della produzione made in Italy”. Lo dichiara Adolfo Urso, titolare del dicastero del Mimit. È l’obiettivo che il Governo sta perseguendo con l’apposito DDL: incentivi per il reshoring, disincentivi per chi delocalizza e protezione dei marchi storici italiani da buyer stranieri. Intanto il liceo del Made in Italy è a rischio flop per mancanza di programmazione.

La produzione

Uno dei principali obiettivi della legge Made in Italy è quello di incrementare la produzione italiana. Alcuni provvedimenti sono contenuti nel testo e sono stati evidenziati anche dal ministro Urso a Pitti. Il primo è l’incentivo – reshoring destinato a chi riporterà le sue produzioni dall’estero in Italia. Chi lo farà avrà una tassazione ridotta del 50%. O meglio, non costituirà base imponibile la metà del reddito generato dalle attività rientrate in Italia e prima svolte fuori UE. Agevolazione che durerà 5 anni.

 

 

Il disincentivo

Il secondo è il disincentivo a delocalizzare. Se un’azienda che ha ricevuto dei contributi pubblici dovesse trasferire la produzione all’estero entro i 10 anni successivi (prima erano 5) all’erogazione dell’incentivo, sarà chiamata a restituire allo Stato l’aiuto incassato. Un altro provvedimento riguarda i marchi storici. “Se il nuovo proprietario o licenziatario, anche straniero, per 5 anni non attivasse o interrompesse la produzione in Italia, il marchio tornerà di proprietà dello Stato italiano” ha precisato lo stesso Urso. Questo per garantire la continuità del marchio storico.  Lo stesso ministro ha parlato di 13 miliardi di euro a disposizione, per il biennio 2024-2025, per la digitalizzazione e l’efficientamento energetico delle imprese. Di cui il 10% può essere utilizzato per la formazione di chi dovrà utilizzare i nuovi macchinari.

Il liceo

In Piemonte però scoppia la grana del liceo del Made in Italy. Il Corriere della Sera riporta come le scuole superiori abbiano espresso perplessità (ad esempio relative all’organico, all’assenza di indicazioni nazionali e di libri di testo). E sono chiamate ad attivare questo nuovo percorso senza sapere quale sarà la risposta in termini di numero di iscritti. Per gli istituti, la scelta di ospitare il liceo Made in Italy scade lunedì 15 gennaio. Mentre dal 18, ha confermato lo stesso Urso a Firenze, partiranno le pre-iscrizioni. Una corsa contro il tempo che crea poca chiarezza. (mv)

In foto (Imagoeconomica) il ministro Urso

 

Leggi anche:

CONTENUTI PREMIUM

Scegli uno dei nostri piani di abbonamento

Vuoi ricevere la nostra newsletter?
iscriviti adesso
×