Trade War, Cina e USA firmano la Fase 1, ma la moda è scontenta

Trade War, Cina e USA firmano la Fase 1, ma la moda è scontenta

Cina e USA firmano la Fase 1. Il documento è propedeutico alla (futura) stipula di un nuovo accordo per le relazioni commerciali tra i due Paesi. Soprattutto, rappresenta il primo vero grande gesto di distensione dopo 18 mesi di guerra commerciale. La missione a Washington del vicepremier Liu He non è stata vana: il 15 gennaio è arrivato l’agognato sì. Come sintetizza Reuters, la Repubblica Popolare ha acconsentito ad aumentare gli acquisti di prodotti e servizi per 200 miliardi di dollari nei prossimi due anni, mentre gli USA dimezzano i dazi imposti da settembre. Molto andrà ancora definito. Ma i player statunitensi della moda, pur accogliendo con favore l’agreement, non possono dirsi completamente soddisfatti.

Cina e USA firmano la Fase 1

Matt Priest, CEO di FDRA (l’associazione dei calzaturieri e retailer statunitensi), auspica ad esempio maggiore coraggio da parte di Washington. Seppure la Fase 1 “non rimuove tutti i dazi punitivi che l’amministrazione Trump ha imposto sulle aziende statunitensi e quindi sui consumatori – scrive –, pone alcuni elementi di certezza per il nuovo anno”. Il dato della sicurezza della cornice in cui opera il business è tutt’altro che secondario: “Serve per la stabilità dei prezzi del mercato della calzatura – appunta Priest – e per la crescita dei livelli occupazionali”. Il CEO di FDRA invoca maggiore coraggio, dicevamo. “Pur dopo la rimozione di alcuni dazi, la media delle tariffe sulle calzature rimane del 12,2%, con picchi del 67,5% su alcune categorie di prodotto per l’infanzia – conclude Priest –. Una vera politica estera propositiva non si limiterebbe a ripristinare i dazi ai livelli pre-Trump, ma li taglierebbe ancora di più”.

La moda è scontenta

Steve Lamar, presidente e CEO di AAFA (sigla che raccoglie le aziende della moda), affida a una nota un messaggio simile. “L’accordo ci consegna uno sgravio molto limitato, considerato che risponde al più grande aumento di dazi dai tempi della Grande Depressione – afferma –. Tutti i prodotti che sono stati danneggiati dalla Trade War – calzature, abbigliamento, tessuti per la casa – continueranno a soffrire di una tassa che, indirettamente, si ripercuote sui consumatori”.

Foto dall’account Facebook di Donald Trump

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