Un disastro non basta. In Bangladesh pensano a un altro “nuovo” distretto della pelle

L’ultima da Savar era che la stragrande maggioranza delle concerie non avevano ancora gli allacciamenti al gas. Considerato che la telenovela del trasloco da Hazaribagh (una delle zone più inquinate del mondo dove, se mai tutte le concerie se ne andranno, vogliono sviluppare una zona residenziale…) va avanti da 15 anni, fa piuttosto scalpore la notizia che in Bangladesh stiano pensando di allestire un nuovo leather cluster. A pensarlo sarebbe stato BEZA, al secolo la Bangladesh Economic Zones Authority, che vorrebbe edificarlo nella Mirsarai Economic Zone, nei pressi della seconda metropoli bengalese, Chittagong. “Stiamo per avviare lo studio di fattibilità”, dicono da BEZA, basando la necessità di un nuovo distretto della pelle sui numeri. Attorno a Chittagong, infatti, sarebbero attivi circa 200 magazzini di materia prima che danno lavoro (direttamente o meno) a quasi 25.000 persone, soddisfacendo il 35% del fabbisogno nazionale di pelli grezze.

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