In Fondazione De Chiara De Maio sono pronti ad alzare il livello

Quando nel dicembre 2019 a Solofra è nata la Fondazione De Chiara De Maio, con l’intento di promuovere attività culturali sul territorio e con respiro internazionale, nessuno poteva sapere cosa sarebbe successo di lì a poco. Che, cioè, il Coronavirus avrebbe bloccato a lungo la possibilità di organizzare e tenere eventi pubblici. Per questo per la Fondazione solofrana l’anno sociale 2021/22 è stato il primo di piena operatività. E per questo ora il presidente e fondatore Diodato De Maio (nella foto) si dice pronto ad alzare il livello: degli eventi da patrocinare, delle relazioni, dei progetti. “Quest’anno abbiamo fatto un interessante campagna di visibilità – racconta –. Dopo l’appuntamento alla Cappella Pontano di Napoli, esporre al Museo Campano di Capua ci ha offerto grandi opportunità”. Alzare il livello La Fondazione ha dalla sua nascita lo sguardo proiettato sui grandi orizzonti (“Vogliamo portare la nostra collezione in giro dalla Sicilia a Milano”). Ma conserva anche un fisiologico e rivendicato collegamento con Solofra: “Abbiamo allestito eventi tra la nostra città e Avellino proprio per radicarci sul nostro territorio”. Da Solofra passa anche uno dei principali progetti in cantiere: “Qui negli anni ’40 c’era un campo d’internamento per dissidenti antifasciste – spiega De Maio –. In collaborazione con la Fondazione Giorgio Perlasca, eroe civile che salvò 5.000 ebrei dalla deportazione nazista, abbiamo realizzato il cortometraggio Quando Da Bambino Consegnavo il Pane. Lo abbiamo già presentato il 7 giugno presso la sala consiliare del Comune. In autunno organizzeremo una proiezione pubblica in occasione dell’installazione della statua che doniamo alla comunità”. Partnership Una delle mission della Fondazione è strutturare le relazioni. “Collaboriamo con istituzioni, associazioni, realtà importanti come il Conservatorio Cimarosa di Avellino, il quarto d’Italia – ricorda il presidente e fondatore –. Ci vogliamo concentrare ancora sulla rete e sulle partnership, perché abbiamo bisogno di chi voglia unire le forze per sostenere iniziative culturali, che sono onerose”.

Quando nel dicembre 2019 a Solofra è nata la Fondazione De Chiara De Maio, con l’intento di promuovere attività culturali sul territorio e con respiro internazionale, nessuno poteva sapere cosa sarebbe successo di lì a poco. Che, cioè, il Coronavirus avrebbe bloccato a lungo la possibilità di organizzare e tenere eventi pubblici. Per questo per la Fondazione solofrana l’anno sociale 2021/22 è stato il primo di piena operatività. E per questo ora il presidente e fondatore Diodato De Maio (nella foto) si dice pronto ad alzare il livello: degli eventi da patrocinare, delle relazioni, dei progetti. “Quest’anno abbiamo fatto un interessante campagna di visibilità – racconta –. Dopo l’appuntamento alla Cappella Pontano di Napoli, esporre al Museo Campano di Capua ci ha offerto grandi opportunità”.

 

In Fondazione De Chiara De Maio sono pronti ad alzare il livelloIn Fondazione De Chiara De Maio sono pronti ad alzare il livello

 

Alzare il livello

La Fondazione ha dalla sua nascita lo sguardo proiettato sui grandi orizzonti (“Vogliamo portare la nostra collezione in giro dalla Sicilia a Milano”). Ma conserva anche un fisiologico e rivendicato collegamento con Solofra: “Abbiamo allestito eventi tra la nostra città e Avellino proprio per radicarci sul nostro territorio”. Da Solofra passa anche uno dei principali progetti in cantiere: “Qui negli anni ’40 c’era un campo d’internamento per dissidenti antifasciste – spiega De Maio –. In collaborazione con la Fondazione Giorgio Perlasca, eroe civile che salvò 5.000 ebrei dalla deportazione nazista, abbiamo realizzato il cortometraggio Quando Da Bambino Consegnavo il Pane. Lo abbiamo già presentato il 7 giugno presso la sala consiliare del Comune. In autunno organizzeremo una proiezione pubblica in occasione dell’installazione della statua che doniamo alla comunità”.

Partnership

Una delle mission della Fondazione è strutturare le relazioni. “Collaboriamo con istituzioni, associazioni, realtà importanti come il Conservatorio Cimarosa di Avellino, il quarto d’Italia – ricorda il presidente e fondatore –. Ci vogliamo concentrare ancora sulla rete e sulle partnership, perché abbiamo bisogno di chi voglia unire le forze per sostenere iniziative culturali, che sono onerose”.

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