La bellissima storia di Anselmo Ronchetti, calzolaio di Napoleone

La bellissima storia di Anselmo Ronchetti, calzolaio di Napoleone

Orgoglio francese, scarpe italiane. Anche Napoleone subì il fascino del nostro saper fare. In particolare, quello delle grandi doti artigiane di Anselmo Ronchetti. Al punto da nominarlo suo calzolaio di fiducia. Quella professione, però, il maestro lombardo la intraprese per necessità.

Un lungo apprendistato

L’incontro fra Napoleone e Ronchetti avvenne nel maggio del 1796. L’imperatore francese fece il suo trionfale ingresso a Milano passeggiando nella città circondato dai suoi militari. Anselmo Ronchetti era tra la folla e gli bastò un colpo d’occhio per memorizzare ogni dettaglio dei piedi di Napoleone. Quella capacità non era una dote di natura, ma il frutto di un lungo apprendistato. Ronchetti era nato il 5 ottobre 1773 a Pogliano Milanese da una famiglia di ceto medio. Entrò al Collegio Rotondi di Gorla Minore dove iniziò gli studi. Improvvisamente, però, il padre morì e il giovane Ronchetti dovette abbandonare la scuola e iniziare a lavorare per far fronte alle esigenze economiche della famiglia. Cominciò così ad andare per bottega presso calzolai di Milano, nelle zone centrali della città. Imparò il mestiere e dopo qualche anno decise di mettersi in proprio aprendo un negozio in via Durini.

Orgoglio francese, scarpe italiane

Il giorno in cui Napoleone entrò a Milano, l’artigiano non lo guardò in faccia, ma gli fissò i piedi. Con quell’immagine stampata in mente realizzò un paio di stivali in pelle. Dopo poco si presentò a Palazzo con le calzature in mano. L’Imperatore le provò e rimase stupefatto dalla loro bellezza e comodità. Li pagò 40 luigi e nominò Anselmo Ronchetti calzolaio personale.

Non solo calzolaio

Ben presto Ronchetti divenne una figura di riferimento per Napoleone che in lui trovò un vero amico. Il che portò nella sua bottega di Milano i nomi più prestigiosi del campo artistico, letterario e politico dell’epoca. Per esempio, erano suoi clienti Massimo D’Azeglio, Vincenzo Alfieri, Ugo Foscolo, Carlo Porta, Giuseppe Parini, Vincenzo Monti, Andrea Appiani. La bottega di Ronchetti divenne così un luogo di ritrovo e conversazione degli intellettuali. Ronchetti morì nel 1833. A lui è dedicata una via del centro di Milano. Nel 1930 l’autore Luigi Medici ha dedicato il suo libro “Un calzolaio storico” alla vita di Ronchetti.

Immagini tratte da milanoneisecoli.blogspot.com

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