La pelle (e le griffe) nel meraviglioso Elvis di Baz Luhrmann 

La pelle (e le griffe) nel meraviglioso Elvis di Baz Luhrmann 

Fatevi un regalo, oggi, domani o quanto prima. Andate a vedere il meraviglioso Elvis di Baz Luhrmann. I motivi sono mille per farlo: cinematografici, recitativi, narrativi, creativi, fotografici e chi più ne ha, ne metta. Poi, a un certo punto, ne salta fuori uno roboante, che ci riguarda da vicino. Anzi, da vicinissimo. Ovviamente, riguarda la pelle.

Il meraviglioso Elvis di Baz Luhrmann 

Da poco uscito nella sale, Elvis di Baz Luhrmann è un biopic sui generis. Corre sui binari della cifra stilistica ed espressiva del regista di Moulin Rouge che racconta a modo suo la vita, il successo, i conflitti, la musica dell’artista che ha rivoluzionato i codici culturali del rock e del costume del secondo Novecento. Lo fa dando voce a uno straordinario Tom Hanks, che interpreta il colonnello Tom Parker, discusso manager di Elvis.

Le griffe

Fin qui la dinamica narrativa, perché dell’Elvis interpretato alla perfezione da Austin Butler spiccano anche certi costumi. Alcuni, fedelmente riprodotti sugli originali, altri griffati a più non posso. Per esempio, per quanto riguarda le calzature, quattro modelli li ha disegnati Manolo Blahnik. Oppure Miuccia Prada che ha collaborato con Luhrmann e Catherine Martin, designer dei costumi di scena (90, soltanto quelli indossati da Butler). Poi, c’è la pelle. E che pelle.

 

 

The ’68 Comeback Special

C’è una scena, tra le tante, che assume una connotazione fondamentale dal punto di vista narrativo. È quella in cui Elvis, nel 1968, torna sulle scene dopo sette anni passati a recitare davanti alla cinepresa di Hoolywood. Torna con un concerto atipico negli studi della NBC passato alla storia anche come The ’68 Comeback Special (è stato inciso e lo potete ascoltare cliccando qui, a destra nella foto la copertina). Il film racconta come il 3 dicembre lo NBC lo mandò in onda e di come dietro le quinte il suo manager viveva uno stress furibondo vedendo Elvis non rispettare l’obiettivo che si erano prefissati: cantare canzoni natalizie.

La pelle di Elvis

Come ricorda Wikipedia, “Elvis riuscì a far prevalere, per una volta tanto, la sua volontà divenendo più caparbio del vecchio manager”. E, anche, “più coraggioso che mai cogliendo una sfida che l’Elvis uomo e artista bramava e aspettava da tempo di intraprendere”. E come si presentò sul palco? “Fasciato dalla testa ai piedi da un abito di pelle nera creato dal costumista Bill Belew”. Il quale ha collaborato con Luhrmann e Martin per ricreare quell’outfit che, ai tempi, fu confezionato in pelle di cavallo, mentre la versione 2022 è in pelle bovina. Per rifarlo identico, la produzione ha avuto accesso all’abito originale, “l’ha misurato scrupolosamente” come scrive La Repubblica “per adattarlo alle misure di Butler” (a sinistra nella foto). “Era la prima volta che vedevamo il colletto Napoleone – dice la costumista – che è diventato il suo biglietto da visita negli anni ’70. Era molto importante ottenere la stessa proporzione”.

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