Arriva Micam 88: la scarpa italiana si interroga sul futuro

Edizione numero 88 di Micam

Micam arriva all’edizione numero 88 e taglia il traguardo dei suoi primi 50 anni di vita. L’evento si svolgerà e Fieramilano Rho da domenica 15 a mercoledì 18 settembre. Ed è stato presentato oggi a Milano, nella sale di Palazzo Marino. Tante le novità, tantissime le aspettative di mercato. Ve le racconteremo giorno per giorno iniziando da sabato prossimo, 14 settembre. Oggi, però, serve fare una doverosa introduzione, per capire cosa sta accadendo alla scarpa italiana sotto il profilo produttivo e commerciale.

Ieri e domani
Nel primo semestre 2019 la calzatura italiana ha proseguito il trend del 2018. Produzione e numero di aziende/addetti in calo. Export che mantiene un segno positivo grazie al terzismo di lusso. Nuovo passo indietro dei consumi interni. Si vendono solo sneaker e si vende soprattutto online. Per il secondo semestre, le analisi di Assocalzaturifici del neoletto presidente Siro Badon non prevedono un’inversione di tendenza, ma solo un’attenuazione dei fenomeni negativi che impattano maggiormente le piccole imprese. “Poche le speranze di miglioramento significativo dello scenario. Quindi, come ribadisce anche la raccolta degli ordinativi del secondo trimestre, la tendenza è assolutamente piatta nel complesso”.

Produzione e lavoro
Sulla scia del calo del -3,3% registrato nel 2018, tra gennaio e giugno 2019, le quantità prodotte sono diminuite del -2,3%. Una percentuale che, seppur restando in terreno negativo, dovrebbe leggermente migliorare nel secondo semestre. La conseguenza è che chiudono fabbriche (119 calzaturifici in meno, pari al -2,6%, a giugno 2019 rispetto a dicembre 2018 che se consideriamo anche la componentistica arivano a -194 aziende). E che si perdono posti di lavoro: -492 addetti su fine dicembre 2018 (-0,7%) che arrivano a -985 con la componentistica.

Export e terzismo
Anni fa la produzione italiana era prevalentemente destinata a brand propri. Ora viene effettuata per altri marchi. Ovvero: le griffe del lusso. Per effetto di questa migrazione, Svizzera e Francia, nell’ordine, sono diventati i primi due mercati di sbocco della calzatura italiana, complice anche la stabilità tedesca e la continua discesa della Russia (-15,7%). Bene USA, Cina e Hong Kong.

Consumi italiani
Dopo un primo trimestre insoddisfacente, anche a causa del clima mite dei mesi invernali, la primavera non ha portato nessuna ventata di ripresa sul mercato italiano. Il Fashion Consumer Panel di Sita Ricerca ha registrato una contrazione negli acquisti delle famiglie pari al -3,7% in volume e al -3,2% in spesa. Gli unici valori positivi sono quelli relativi alle “sportive/sneaker” (+0,8% quantità e +2,9% in valore) e a quelle digitali che sono arrivate a pesare l’11% in quantità del totale acquisti del semestre.

CONTENUTI PREMIUM

Scegli uno dei nostri piani di abbonamento

Vuoi ricevere la nostra newsletter?
iscriviti adesso
×