La borsa, tra fisico e digitale: attesa e fiducia a Mipel

La borsa, tra fisico e digitale: attesa e fiducia a Mipel

Digitale e fisico sempre più integrati nelle strategie delle pelletterie presenti a Mipel. Il salone vive oggi a Fieramilano Rho la sua seconda giornata in un clima di rigenerata fiducia e attesa. “Mipel è la spinta per la ripartenza del settore e delle aziende presenti desiderose ognuna di riprendere il proprio lavoro. La presenza va intesa anche come un servizio offerto ai compratori”. In altre parole, per dirgli “che ci siamo, che siamo pronti, che vogliamo reagire. Un segnale di reciproca fiducia” ci dice Gabriella Ripani, titolare dell’omonima pelletteria.

Digitale e fisico

A proposito della dimensione digitale, Ripani ammette che serve, “ma non troppo. Abbiamo bisogno di emozioni. Quando andiamo in un negozio ci fanno sentire importanti e non siamo un numero come avviene con un acquisto online. Sono due processi di vendita e di acquisto differenti”. Le strategie dell’azienda, quindi, non sono cambiate con la pandemia, ma sono state adeguate al periodo: “L’etica è il nostro faro: pannelli solari, un giardino, un museo, il recupero dei pellami inutilizzati e giacenti in deposito. Abbiamo adeguato la collezione con prodotti più basic e meno modaioli che possano rassicurare il cliente. E non abbiamo esagerato sul numero di campioni” conclude l’imprenditrice abruzzese.

 

 

Sostegno reciproco

Anche per Leonardo Calistri di Sapaf Atelier 1954 la presenza a Mipel equivale a “un farci coraggio a vicenda oltre che a dimostrare sostegno alla fiera e al settore. Fa parte dei nostri investimenti che, sostanzialmente, sono rimasti invariati perché non crediamo sia giusto tirare i remi in barca in questo periodo”. L’azienda aveva già intrapreso un percorso di digitalizzazione delle collezioni prima della pandemia: “Un processo inarrestabile, utile soprattutto per i clienti fidelizzati. Mentre, per nuovi contatti, credo che l’evento fisico, la fiera, resti importante” afferma Leonardo. “Cosa è cambiato in questi mesi? Il lavoro in generale, le riunioni via internet, gli incontri e le modalità di vendita. Non la produzione e non la moda che può essere influenzata, ma segue il suo trend”. (mv)

Foto Imagoeconomica

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