Pitti95, day 2: buone presenze, attenzione per la qualità di pelli e materiali, ancora sneaker (ma non troppo)

Dopo il buon avvio di ieri, seconda giornata con ottima affluenza alla Fortezza da Basso di Firenze, dove è in corso Pitti Immagine Uomo, edizione 95. “Ha il vantaggio di essere la prima occasione dell’anno per vedere le novità della moda maschile e per noi la partecipazione ha dato ottimi risultati, soprattutto negli ultimi anni” ha detto Vincenzo Fortuna di Lidfort. Anche per l’inglese Tim Little di Grenson, Pitti riveste un ruolo importante nella programmazione della stagione. Soddisfatto anche Fabio Travenzoli di Astor Flex che ha riconvertito la sua produzione calzaturiera verso una qualità più elevata (a discapito dei volumi produttivi), prestando molta attenzione alle materie prime, le pelli prima di tutto. Il fil rouge che collega i tre brand intervistati è che, nel loro stand, la sneaker non occupa una posizione di rilievo. Pur riconoscendo la forza di questo prodotto, tutti hanno fatto scelte differenti andando a caccia di compratori giovani che vogliono indossare altro, non solo modelli sportivi. Compratori, ovviamente, con una buona capacità di spesa. Molta curiosità attorno al Japanese White Leather Project che intende recuperare l’antica lavorazione della concia esclusivamente manuale e realizzata utilizzando acqua, sale e olio. Una tradizione della quale riparleremo. (mv)

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