Simac Tanning Tech chiude con il sorriso: “Risposta positiva”

Simac Tanning Tech chiude con il sorriso: “Risposta positiva”

Simac Tanning Tech chiude con il sorriso. L’edizione 2020 della fiera internazionale di macchine e tecnologie per l’industria calzaturiera, pellettiera e conciaria al mondo si è chiusa “con un riscontro positivo, soprattutto per la qualità della domanda” fanno sapere da ASSOMAC. La presidente degli industriali del settore, Gabriella Marchioni Bocca, si dice “molto soddisfatta per il risultato, soprattutto considerando le premesse da cui eravamo partiti e vista la congiuntura economica e sanitaria globale. Abbiamo registrato buone presenze da tutti i mercati, escluso quello cinese, comprensibilmente – continua -. Due fattori hanno valorizzato le eccellenze della filiera di settore. Il primo è l’interesse alle soluzioni e innovazioni sostenibili. Il secondo è la contemporaneità con Lineapelle, Micam e Mipel“.

Brevetto per tutti

“Il tempo delle grandi quantità è passato, ora serve velocità” spiega Gianni Maitan dallo stand Gemata. “Nel 2019 abbiamo registrato una certa flessione. Il primo mese e mezzo del nuovo anno è risultato sotto tono a causa dell’emergenza sanitaria – continua il manager -. È mancata la spinta dell’Oriente, ma sono sicuro che tra un paio di mesi godremo di un rilancio”. “Il 2019 è stato in linea con gli anni passati e il 2020 è iniziato bene, siamo contenti” spiega Olimpio Storti, Sales Manager della Pajusco Tecnologie. “Una fiera molto buona, soprattutto considerando le aspettative iniziali” commenta al termine della tre giorni il presidente di Officine di Cartigliano, Antonio Polato. “Mettiamo in mostra le ricadute dell’uso indiscriminato della plastica per poi raccontare come le nostre tecnologie siano in grado di valorizzare la pelle, quella vera – prosegue il manager veneto -. Sveliamo i componenti che solitamente sono nascosti all’interno delle macchine, per far vedere quanto sofisticati sono i sistemi che adottiamo e che siamo capaci di customizzare in base a ogni necessità”.

 

 

Il regalo degli alberi

In linea con il forte richiamo alla sostenibilità è il progetto agro-forestale promosso da ASSOMAC e realizzato in collaborazione con la piattaforma Treedom. L’associazione ha acquistato 500 piante da piantare in Madagascar. Le piante della foresta ASSOMAC sono state donate alle singole imprese associate, 3 ciascuna, ma anche alle altre associazioni di filiera. Nella giornata di mercoledì 19 febbraio Marchioni Bocca (nella foto) ha invitato il presidente e il direttore generale di UNIC – Concerie Italiane, Gianni Russo e Fulvia Bacchi, insieme ai presidenti di Assocalzaturifici, Assopellettieri e Unpac, cui ha donato 5 piante ciascuno (nella foto a sinistra). “Essere sostenibili, per le aziende del nostro settore, è ormai una condizione imprescindibile – conclude Marchioni Bocca -. È ciò che ci chiede il mercato, che ha bisogno di tecnologie sostenibili per ridurre i consumi di acqua, energia e contenere le emissioni di CO2. Fa parte della nostra responsabilità sociale sia come imprenditori che abitanti del mondo”. (art)

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