La manifattura del lusso è in crisi: per Bain urgono acquisizioni

La manifattura del lusso è in crisi: per Bain urgono acquisizioni

I grandi marchi? Be’, loro hanno le spalle abbastanza larghe per reggere l’urto del Coronavirus. La manifattura del lusso è in crisi, invece: è il made in Italy vero e proprio, il tessuto di micro, piccole e medie imprese che forniscono il lusso globale, a rischiare di più. Secondo Bain&co il suo giro d’affari è destinato a una contrazione del 40%. Per questo gli analisti si aspettano una fitta sequela di integrazioni verticali lungo la catena del valore. Le acquisizioni sono l’unico strumento a disposizione delle griffe per mettere al sicuro la filiera.

La manifattura del lusso è in crisi

Lo spiega Claudia D’Arpizio, partner di Bain, al New York Times. “È una situazione molto preoccupante – dice –. I grandi brand attraversano tempi difficili, ma hanno una certa liquidità e il profilo di un consumatore forte”. I problemi riguardano la “rete di piccoli fornitori sparpagliati in tutta Italia”, ammonisce: “Sono queste le imprese che rischiano di più di sparire”. Il lusso non può certo assistere alla scomparsa della sua spina dorsale: vorrebbe dire rinunciare al know how e alla qualità del made in Italy. Per questo D’Arpizio si aspetta “una raffica di acquisizioni”, come la definisce NYT, per salvare le imprese della filiera e i loro addetti.

Problema diffuso

A dirla tutta, gli analisti non si aspettano una sequela di acquisizioni solo in verticale, cioè lungo la filiera, ma anche in orizzontale, cioè tra attori allo stesso livello del cluster. L’assunto è che il mercato del lusso, condizionato dagli effetti di Covid-19, risulterà polarizzato tra i vincitori, cioè le aziende più solide e meglio posizionate, e i perdenti, spinti ai margini della galassia. “Ci aspettiamo che le aziende con maggiori disponibilità economiche – diceva Guia Saraceni (Boston Consoulting Group) a MFF agli inizi di maggio – saranno anche in grado di trarre effetti positivi dalla crisi, come la possibilità di ampliare il proprio portafoglio con acquisizioni. Le aziende che, al contrario, sono meno abituate a reagire con rapidità a mutamenti improvvisi del contesto, andranno incontro a complicazioni”.

Immagine di repertorio, archivio La Conceria

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