Philipp Plein dice no a offerta da 750 milioni: “Vivo per i miei marchi”

Philipp Plein si è tolto lo sfizio, per così dire, di scoprire quanto valesse il suo gruppo sul mercato della finanza. E poi, ricevuta alcuni mesi fa da un fondo di private equity l’offerta di 750 milioni, ha declinato, perché per il designer e imprenditore tedesco dedicarsi alla sua creatura è più importante del patrimonio personale. A raccontarlo è lo stesso Philipp Plein, il cui gruppo (che include, oltre all’omonimo marchio, anche Billionaire e Philipp Plein Sport) nel 2018 ha fatturato circa 250 milioni di euro.

Confessione
“Mi hanno domandato se avessi intenzione di vendere e a un certo punto ho chiesto di farmi un’offerta – racconta Plein al Corriere della Sera –: ero curioso di sapere quale poteva essere il valore del gruppo che avevo creato dal nulla. Ma non ho mai preso in considerazione l’idea di farlo per davvero”. Certo, 750 milioni non lasciano indifferenti, ma “non era una questione di soldi, non avrei accettato neanche per una cifra superiore: volevo tenermi il marchio, i soldi contano, ma non sono tutto nella vita”.

Priorità
Che cosa conta, allora, per Plein? La passione per i suoi brand: “Ho una casa, un’auto, un lavoro che mi rende felice e che occupa tutto il mio tempo dice –: non ho hobby, non gioco a golf, la mia vita è dedicata a un marchio che ho creato 20 anni fa”. Nel percorso di scelta ha pesato anche il parere paterno: “Ho chiesto consiglio a mio padre e lui mi ha incalzato: Hai bisogno di quei soldi? Sai già cosa farai con quella cifra una volta incassata?”.

Business model
Non solo sentimenti. Se Philipp Plein non ha voluto aprire a un fondo di private equity è anche per non modificare la governance del gruppo, “che voglio gestire a modo mio”. In che senso? “Un’azienda non è una democrazia – tuona –, è una dittatura: se avessi ceduto la maggioranza, avrei dovuto concordare le mie scelte”. Lo stesso motivo per cui non è andata in porto la trattativa per Cavalli: “Non siamo arrivati all’accordo perché non eravamo pronti a unirci”.

Foto di Philipp Plein da world.philipp-plein.com

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