Shandong Ruyi è insolvente: i fornitori bloccano l’LVMH cinese

Shandong Ruyi è insolvente: i fornitori bloccano l’LVMH cinese

Non è la sanzione da 1 milione di dollari a complicare il quadro. Perché i debiti di Shandong Ruyi, la cosiddetta LVMH cinese, ammontano complessivamente a 4 miliardi di dollari. È il fatto in sé a gettare ombre sulle possibilità future della holding. Nata come azienda tessile, la società al termine di una aggressiva campagna di acquisizioni ha fatto suoi brand come Bally, Sandro e Maje. Il problema, ora, è che Shandong Ruyi è insolvente. Non è in grado di pagare i fornitori, cioè, che l’hanno messa in blacklist.

Shandong Ruyi è insolvente
Il fattaccio, riepiloga La Repubblica, riguarda le attività tessili di Shandong Ruyi. Il gruppo non avrebbe consegnato una fornitura di 7.000 tonnellate di cotone australiano a un’azienda bengalese, che, oltretutto, la merce l’aveva già pagata. Il cliente ha fatto ricorso a un arbitrato internazionale che, va da sé, gli ha dato ragione.

Multa e blacklist
Al termine del contenzioso, dicevamo, è arrivata la sanzione da 1 milione di dollari. Che i cinesi, adducendo appunto problemi finanziari, non hanno ancora riconosciuto ai creditori. Ma, ciò che è peggio, per Shandong Ruyi è arrivata anche la condanna degli stakeholder. L’Associazione Internazionale del Cotone (sede a Liverpool) ha inserito i cinesi in blacklist: vietato rifornirli.

In foto, modelli di borsa Bally, marchio di proprietà di Shandong Ruyi

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