Per i due big i merger sono la risposta alla fragilità del design

Per i due big i merger sono la risposta alla fragilità del design

Il design italiano è un “settore molto fragile” a causa delle piccole dimensioni delle aziende che lo compongono. E per questo i merger sono la risposta a tale debolezza. Lo hanno affermato Gabriele Del Torchio (presidente e CEO di Design Holding) e Dario Rinero (CEO di Lifestyle Design). I due con le loro strategie perseguono un obiettivo comune: far prosperare il settore in Italia e, soprattutto, non seguire l’esempio della moda. Che è rimasta frammentata mentre in Francia, Svizzera e USA si formavano sodalizi di dimensioni titaniche.

I merger sono la risposta

I due manager rappresentano i due maggiori gruppi in Italia del design. Sono intervenuti a chiusura del sesto Design Summit organizzato da Pambianco. Gabriele Del Torchio di Design Holding ha parafrasato Batman (“La notte è sempre più scura prima dell’alba”) per far capire la “grande opportunità” che c’è in questo particolare momento. “Il design è l’ultimo baluardo dell’italianità, ma è un settore troppo frammentato. Servono collaborazioni – sono le sue parole –. Per noi questo concetto è declinato con le aggregazioni”. Design Holding è nato dalla partnership tra Investindustrial e Carlyle. Controlla Flos, B&B Italia e Louis Poulsen. Del Torchio ha annunciato che sta valutando dossier per nuove acquisizioni di aziende italiane. “Quotazione? È un’opzione che c’è sempre, ma prima dobbiamo crescere. Siamo nati un anno fa”.

 

 

Come la vede Lifestyle Design

Lifestyle Design è controllato dall’americana Haworth, che possiede tra gli altri Poltrona Frau, Cappellini e Cassina, nonché, da qualche giorno Luxury Living Group. Anche Rinero ha insistito sulla frammentazione del design in Italia: “Un settore molto fragile, con un fatturato da 20 miliardi di euro generato da 20.000 aziende. Vuol dire un fatturato medio di 1 milione di euro e una media di 8 addetti per azienda. Non va bene e questo deve essere chiaro. Governo e Federlegno non fanno abbastanza per creare sensibilità su questo argomento. I prossimi 5-10 anni saranno fondamentali”. Il CEO ha parlato anche delle sinergie di gruppo che aiutano la crescita dei singoli marchi: “Sinergia non è mettersi insieme per spuntare un prezzo minore sull’acquisto della pelle”, chiarisce. Per entrambi i gruppi la sfida è quella di presidiare lo sviluppo dell’ufficio e della casa sulla base delle nuove abitudini generate dalla pandemia. Soprattutto, avere una maggiore attenzione al consumatore finale, attraverso un controllo diretto del mercato. (mv)

Nella foto (Imagoeconomica) a sinistra Del Torchio, a destra Rinero

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