L’anno del greenwashing che non smette di rintronarci le orecchie

Sì, quella del 2021 è stata una stagione in cui il greenwashing ci ha portato allo sfinimento. Molto più, forse, che in passato. Ne abbiamo sentite davvero di tutti i colori a proposito di come un’incredibile parata di materiali “di nuova generazione” e di “nuova creazione” sarebbero:
a) sostenibili solo perché dicono di esserlo (o quasi)
e, quindi,
b) migliori in assoluto rispetto alla pelle.
Un frastuono che ha raggiunto livelli assurdi e che, fortunatamente, ha trovato qualcuno e qualcosa che ne ha abbassato il volume e le pretese (illusione, quest’ultima, temiamo).

La risposta dei fatti

Premesso che ognuno è libero di produrre quello che vuole, ma non di prendere per i fondelli clienti e consumatori, mettiamo sul tavolo due argomentazioni piuttosto significative contro il greenwashing dei materiali. Argomentazioni che, forse per la prima volta, hanno avuto un’eco interessante sui media, specializzati e non. La prima, dunque, è quella di FILK (Forschungsinstitut für Leder und Kunststoffbahnen) che, nello studio che potete scaricare qui, ha analizzato 9 materiali “alternativi” venduti come green, scoprendo che non sono n’è l’uno né l’altro.
Leggi qui gli approfondimenti:
https://www.laconceria.it/conceria/le-alternative-eco-non-sono-meglio-della-pelle-lo-dice-la-scienza/
https://www.laconceria.it/conceria/la-parabola-di-pinatex-dimostra-che-no-a-parole-non-vale-tutto/
https://www.laconceria.it/sostenibilita/green-a-parole-quando-si-discutera-della-plastica-nella-moda/
https://www.laconceria.it/sostenibilita/wwd-si-fa-due-domande-sulle-alternative-vegane-consultando-filk/

L’argomentazione di Alcantara

La seconda argomentazione arriva dal Tribunale di Gorizia che il 26 novembre 2021 ha dato ragione ad Alcantara nella causa che aveva intentato a un concorrente, Miko, società che produce Dinamica. In altre parole, una microfibra registrata “dall’aspetto simile al camoscio, ottenuta da un innovativo processo di recupero del poliestere”. Accusa: greenwashing. La sentenza, che secondo molti potrebbe fare giurisprudenza, ha avuto almeno il merito di far crollare il velo dell’ipocrisia di cui il CEO di Louis Vuitton, Michael Burke, aveva parlato a metà ottobre. In sintesi: la sostenibilità è una faccenda seria, dura, faticosa. Certo non qualcosa da lasciare in mano a chi fa public relations.
Leggi qui gli approfondimenti:
https://www.laconceria.it/lusso/burke-lv-spiega-la-differenza-tra-sostenibilita-e-greenwashing/
https://magazine.lineapelle-fair.it/green-corner/cosa-ci-dice-del-greenwashing-la-sentenza-vinta-da-alcantara/

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