2018, fuochi d’artificio per Kering e Gucci: +29% il gruppo e utili raddoppiati, la griffe sfonda gli 8 miliardi

Ebbene sì: non smette (il gruppo) e non smettono (tutti i suoi brand, tranne uno) di crescere e volare. I francesi di Kering comunicano i dati di bilancio 2018 e, per l’ennesima volta, si leccano i baffi. Su basi comparabili in termini di oscillazioni valutarie e portafoglio marchi (da cui l’anno scorso sono usciti Stella McCartney, Puma, Volcom e Christopher Kane) il risultato è che nel 2018 Kering “ha fatturato di più, incassando di meno”: 13,246 miliardi di euro il giro d’affari di un’annata che il ceo François-Henri Pinault (nel riquadro) definisce “eccellente. Ancora una volta, abbiamo significativamente sovraperformato. In un ambiente generalmente favorevole ma sempre più complesso, Kering ha generato 2,8 miliardi di euro di ricavi incrementali e 1,3 miliardi di euro di EBIT aggiuntivo rispetto al 2017”.
Il colosso francese ha annunciato anche profitti netti per 3,71 miliardi di eurocontro gli 1,79 miliardi del 2017.

Lo specifico dei brand è (ultra) premiante per la griffe di punta del gruppo: Gucci. L’ammiraglia guidata da Marco Bizzarri ha raggiunto il suo primo obiettivo: sfondare il muro degli 8 miliardi. Per la precisione, ne ha messi in cassa 8,284, il 36,9% in più rispetto al 2017. E se proprio si vuole provare a smorzare gli entusiasmi (ma è difficile, ammettiamolo…) bisogna andare a vedere il dato relativo al fatturato del quarto trimestre 2018, chiuso a 2,336 miliardi e con un tasso di crescita “meno brillante”: +28,1%. Una performance che avvicina Gucci al secondo obiettivo dichiarato: abbattere il prima possibile un’altra barriera, quella dei 10 miliardi.

Vola anche Yves Saint Laurent che piazza il +18,7% nel quarto trimestre e il +19,4% sull’intera annata. Godono le griffe che Kering inserisce nella divisione Other Houses: “Trainato da Balenciaga e Alexander McQueen – si legge nella nota diffusa dai francesi questa mattina – questo comparto vive un momento di forte crescita: +32,1% su basi comparabili”.

In tutto questo splendore, però, c’è una nota negativa: Bottega Veneta. “In attesa di osservare il risultato della prima collezione della direzione creativa” di Daniel Lee (quella per la prossima stagione estiva, “rivelata” pochi giorni fa), la griffe mantiene il suo passo claudicante e perde nel 2018 il 3,4%, chiudendo l’anno a quota 1,109 miliardi di euro.

Nell’immagine: le sneaker Gucci realizzate nella collezione che celebra l’Anno del Maiale cinese.

 

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