Chanel ce la sta facendo, Hermès deve bissare, Armani è apripista

Chanel ce la sta facendo, Hermès deve bissare, Armani è apripista

Un grande indipendente della moda. Un protagonista, che non ha caso si è guadagnato il nomignolo di “re”. E, per questo, uno da guardare con attenzione: perché Armani è apripista di sviluppi e tendenze. Quindi se uno come lui firma il design di uno yacht, vuol dire che nell’espansione merceologica del lusso si sta aprendo una frontiera. Nella rassegna stampa della settimana spiccano le analisi di performance e parabole. Da un lato c’è Chanel, che ce la sta facendo. Dall’altro c’è Hermès, che chissà se si conferma.

Consigli di lettura:

  • Giorgio Armani è apripista, dicevamo. Quindi il fatto che abbia collaborato con Admiral, azienda di The Italian Sea Group, al disegno di un mega-yacht lungo 72 metri, non è un fatto da sottovalutare. Perché le maison, lifestyle per definizione, sono in continua espansione merceologica. La nautica da diporto griffata ha l’aria di essere la prossima frontiera da esplorare;

 

 

  • Con la dipartita di Karl Lagerfeld nel 2019 si apriva giocoforza un nuovo capitolo per Chanel. E la scelta della maison di affidare la responsabilità della maison a Virginie Viard, “discepola” e “braccio destro” di Karl, aveva il gusto del passaggio di consegne. E dell’innovazione nel solco della continuità. Come riepiloga il Sole 24 Ore, è stata in ogni caso una scommessa vinta;
  • A proposito di sfide vinte, sicuramente Hermès ha vinto la sua nel 2022. Ora WWD si chiede se la maison possa bissare anche nel 2023. O se dopo un tale exploit non bisogna attendersi un fisiologico anno di stallo.

 

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