Gucci è il grande malato di Kering che vuole curarlo così

Gucci è il grande malato di Kering che vuole curarlo così

Gucci è il grande malato di Kering. François-Henri Pinault, numero uno della multinazionale francese, sostiene di sapere come curarlo. Ma la griffe è in codice rosso e non può aspettare l’effetto delle creazioni dal nuovo direttore creativo Sabato De Sarno. E nemmeno l’arrivo del CEO che sostituirà Marco Bizzarri. Sarebbe troppo tardi, con troppi milioni di euro lasciati sul piatto. Intanto, però, Kering si gode lo slancio di Saint Laurent. E ha giocato ieri un carico da 90, comunicando, insieme a un bilancio semestrale tra il deludente e il fastidioso, l’ingresso nel capitale di Valentino al 30% con l’opzione per salire al 100%, come abbiamo scritto qui. Mosse che fanno capire come Kering sia in cerca di medicine molto differenziate per curare Gucci, ma anche se stesso.

Gucci è il grande malato

I ricavi di Gucci nel primo semestre 2023 sono stati di 5,1 miliardi di euro. In calo dell’1% a cambi attuali e in aumento dell’1% su base comparabile. Nel trimestre aprile-giugno le vendite sono aumentate dell’1%, al di sotto delle aspettative del 4% degli analisti. Lo stallo di Gucci, dunque, prosegue. “Ho sentito molti appelli per una nuova leadership del marchio. Ma in realtà avevamo bisogno di molto di più di un semplice spostamento di persone” dice Pinault. Intanto, però, è di queste ore la nomina di Armelle Poulou come nuova CFO al posto di Jean-Marc Duplaix, “promosso” a deputy CEO.

 

 

Un potenziale superiore ai 15 miliardi

Pinault ha sottolineato l’urgenza della necessità di creare slancio in Gucci. Kering farà in modo che l’effetto Sabato de Sarno (che debutta a settembre con la prima collezione) abbia un impatto immediato e non quando i prodotti arriveranno nei negozi. “Il potenziale di Gucci è superiore ai 15 miliardi di euro”, afferma Pinault (fonte Vogue Business). La ricerca di un nuovo CEO inizierà dopo l’estate. “Verrà dal settore o no; tutte le opzioni sono aperte”, precisa Pinault. Il quale ha dato mandato al nuovo CEO ad interim di Gucci, Jean-François Palus, con il supporto di Francesca Bellettini, di “non aspettare altri sei o otto mesi” per il rilancio del grande malato.

Il ritardo di Kering

La performance di Gucci rallenta tutto il gruppo Kering. Anche gli altri marchi della scuderia francese, però, appaiono in ritardo rispetto ai competitor. Le vendite di Saint Laurent sono cresciute del 6% a cambi attuali rispetto al 2022, mentre quelle di Bottega Veneta sono invariate. I ricavi delle altre griffe, tra cui Balenciaga e Alexander McQueen, sono scesi del 5%. Complessivamente, Kering ha registrato entrate per 10,1 miliardi di euro nella prima metà del 2023: +2%. L’utile netto è sceso del 10%. Risultati nettamente inferiori rispetto ai competitor del lusso, a partire da LVMH. (mv)

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