La Cina rassicura il lusso: consumi in crescita del 10% nel 2020

La Cina rassicura il lusso: consumi in crescita del 10% nel 2020

La Cina rassicura il lusso. Conseguenza: le griffe adattano strategie, operazioni e (anche) i prodotti per soddisfare le richieste dei consumatori di Pechino. Spinti dalla “revenge spending” e impossibilitati a compiere i propri acquisti all’estero, i cinesi si riversano nei negozi e centri commerciali più vicini. E i retailer non solo non sono in crisi, ma aumentano gli incassi.

La Cina rassicura il lusso

Secondo le stime diffusa a giugno da Boston Consulting Group, le vendite globali di lusso dovrebbero contrarsi dal 25 al 45% nel 2020. Al contrario di quanto potrebbe accadere in Cina, dove si dovrebbe avverare una crescita del 10%. “Tutti i principali marchi hanno registrato un aumento delle vendite in Cina negli ultimi mesi”, dichiara Jason Yu, CEO di Kantar Worldpanel Greater China, al South China Morning Post. Una considerazione rassicurante, basata sulle trimestrali di tutti i player dell’alta gamma: da LVMH a Kering per arrivare alle ultime dichiarazioni di Prada.

Adattamento

A fromte di questa opportunità (l’unica da cogliere in questo momento insieme all’online), le griffe si stanno riorganizzando per soddisfare i gusti dei clienti cinesi. In molti casi, ciò comporta anche un adattamento dei prodotti. “Credo che il mercato cinese sia abbastanza ampio da giustificare qualsiasi adattamento del prodotto”, ha confermato YU. “È meno probabile che un approccio valido per tutti abbia successo”, sottolineando come ogni griffe debba seguire la propria strada. Inoltre, le dimensioni del mercato cinese rappresentano un efficace terreno di prova per le nuove collezioni.

 

 

Più fatturato per i retailer

Grazie a questo trend, i retail cinesi sorridono. Il quotidiano MF Fashion spiega il perché con l’aiuto di alcuni analisti e addetti ai lavori. Guia Ricci di Boston Consulting ricorda, come nell’impossibilità di viaggiare all’estero, i cinesi stanno facendo spesa in Patria. Christina Fontana, responsabile Europa di moda e lusso per Alibaba, svela una delle carte vincenti: “La perfetta integrazione tra online e offline. Si deve utilizzare il digitale per supportare il fisico”.

Consumo aspirazionale

Luca Solca, analista di Bernstein, aggiunge anche altri due aspetti: “la prevalenza di location in centro città e migliori relazioni con la fashion label”. Swetha Ramachandran (GAM Luxury Brands Equity), pone l’accento sul fatto che l’economia cinese non solo è più giovane rispetto ad altri mercati, ma beneficia del consumo aspirazionale. In altre parole, i mall cinesi sono più abili nel soddisfare i desideri e le modalità di acquisto omnichannel dei Millennials locali. Senza dimenticare, però, che la maggior parte dei mall cinesi è di proprietà, parziale o totale, dello Stato… (mv)

Immagine tratta da globaltimes.cn

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