La soluzione di Louis Vuitton Uomo: show fisici e itineranti

La soluzione di Louis Vuitton Uomo: show fisici e itineranti

Se la gente non può venire alle sfilate di Louis Vuitton Uomo, andiamo noi dalla gente. La coppia Abloh-Burke trasforma gli show della griffe in eventi fisici e itineranti. La maison fa la prima tappa a Shanghai il 6 agosto. Qui porta in scena una collezione senza stagionalità formata da nuove creazioni e da look della collezione precedente, insieme a capi realizzati con materiali riciclati.

Fisici e itineranti

Virgil Abloh, direttore dell’Uomo LV, ha deciso di presentare la collezione primavera-estate in maniera itinerante e con show fisici. Dopo la tappa a Shanghai è in programma quella a Tokyo (data non ancora rivelata). Prima di approdare in Cina, un cortometraggio mostrerà il percorso della collezione, sin dai laboratori parigini di Asnières. La collezione si chiama “Message in a Bottle” e, come anticipano a WWD lo stesso Abloh e Michael Burke, presidente e CEO di Louis Vuitton, è composta da 30 look. A questi si sommano i 25 realizzati con materiali riciclati (distinti dall’Upcycling Signal Logo) e 25 look presi dalla collezione precedente.

 

 

Chi ha detto che la sfilata non serve più?

Credo che le sfilate di moda debbano rimanere show live – argomenta Burke –. Ci deve essere un pubblico. Ma è più moderno non avere una gerarchia su chi arriva a vederle. Sappiamo che le persone non potranno viaggiare, quindi facciamo viaggiare i vestiti. È un modo di lavorare molto più moderno perché (a Shanghai) la squadra cinese troverà la location, co-progetterà l’evento con Abloh, le modelle saranno tutte cinesi. L’idea fondamentale è che ci stiamo liberando della camicia di forza sotto la quale l’industria ha operato”.

L’importanza dell’Uomo

Mentre “i ricavi di Vuitton continuano a crescere, più negozi per uomo si trasformeranno probabilmente in negozi stand alone. Se consideriamo borse e alta gioielleria – commenta Burke a proposito dell’Uomo –, in sostanza, il business dell’uomo deve essere importante quanto quella della donna. Louis Vuitton è una delle case di moda più gender-fluid esistenti. E questo perché non siamo nati come casa di alta moda. Non siamo nati come l’emanazione di un individuo singolo. Siamo nati come fabbricanti di bauli, e noi ci siamo evoluti nella moda, ma siamo nati senza sesso”. (mv)

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