“Lascio Ferragamo pulita e sana”: l’addio di Le Divelec

“Lascio Ferragamo pulita e sana”: l’addio di Le Divelec

“Lascio l’azienda pulita e sana per nuovi sviluppi”. Sono le parole di commiato di Micaela Le Divelec Lemmi, CEO di Salvatore Ferragamo (nella foto) fino martedì 7 settembre. La riunione del CdA ha, come previsto, conferito poteri esecutivi a Michele Norsa in attesa dell’arrivo di Marco Gobbetti, previsto il primo gennaio 2022. “Troppo presto per parlare di piani futuri”, è la risposta di Norsa a una domanda relativa al nuovo CEO.

“Un’azienda pulita e sana”

Nella sua ultima conference call con gli analisti, Le Divelec Lemmi ha presentato i conti semestrali. Il periodo si è chiuso con un utile netto di 33 milioni di euro, mentre un anno fa si registrava una perdita di 86 milioni di euro. Un risultato positivo rivendicato dalla manager che, riporta WWD, lascia una società “pronta per nuove sfide, con un bilancio positivo dopo la tempesta Covid“. I mesi di luglio e agosto mostrano una solida crescita dei ricavi nei negozi a gestione diretta. In special modo “negli Stati Uniti, in Cina, Corea del Sud e in America Latina rispetto allo stesso periodo del 2019″, sostiene la società in una nota.

In attesa di Gobbetti

In merito alla scelta di Gobbetti, Norsa sottolinea il lavoro di ricerca compiuto. È “bello avere una persona che svilupperà l’azienda a lungo termine“, ha detto, prima di rimarcare l’esperienza dell’attuale CEO di Burberry nel settore. “Con la migliore squadra di professionisti, spero e credo che sia la persona per lo sviluppo futuro di Ferragamo”. Il riferimento è alla rivoluzione manageriale della griffe che continuerà nei prossimi mesi, con la nomina dei responsabili dei mercati di Europa, Medio Oriente e Africa e Nord America.

 

 

L’importanza della Cina

Nella stesso colloquio con gli analisti, Le Divelec e Norsa fanno riferimento all’importanza del mercato cinese, cresciuto del 30% a prezzo pieno rispetto al 2019. “La Cina è stata il più forte motore di crescita per Ferragamo in passato e lo sarà in futuro” ha osservato Norsa. Il CEO uscente ha ammesso che ci sono stati alcuni segni di “riequilibrio degli acquisti in Cina dopo il revenge spending dell’anno scorso”. (mv)

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