#mergermania: Re Giorgio rifiuta Exor, L Catterton chiude per Etro

#mergermania: Re Giorgio rifiuta Exor, L Catterton chiude per Etro

Exor con Armani (per il momento) no. Per L Catterton con Etro, invece, la risposta è . Due sentenze di lusso che confermano come la #mergemania non accenni a mollare il colpo. La prima è una indiscrezione. All’inizio di luglio, John Elkann avrebbe sondato il terreno per acquisire una quota di minoranza di Armani, ma Re Giorgio (a sinistra nella foto) avrebbe rifiutato la proposta. La seconda è una notizia certa. In altre parole, L Catterton Europe ha rilevato la quota di maggioranza di Etro. Secondo fonti finanziarie si tratta del 60% del capitale, che avrebbe pagato 500 milioni di euro.

L Catterton chiude per Etro

Il gigante del private equity L Catterton, sostenuto da LVMH, è scatenato e si è assicurato anche la maggioranza del brand italiano Etro. Fonti finanziarie citate da WWD sostengono che l’accordo sia costato 500 milioni di euro pari a una quota del 60%. Il fondatore di Etro, Gerolamo Etro (a destra nella foto), noto come Gimmo, assumerà l’incarico di presidente. “Dopo quasi 55 anni alla guida del marchio, crediamo che la collaborazione con L Catterton avvierà una nuova fase di crescita e consolidamento del ruolo di Etro” commenta Etro in una nota. Sempre secondo WWD, le proprietà immobiliari e la rete di negozi diretti (140 store in 58 paesi) non sono incluse nella vendita. Il closing dell’operazione è previsto entro la fine dell’anno. Non finisce qui. Infatti, L Catterton starebbe esplorando nuove opzioni di sviluppo della sua dimensione finanziaria. In altre parole, scrive Reuters, starebbe valutando l’IPO o una fusione in ottica SPAC.

 

 

Re Giorgio rifiuta Exor

Nei primi giorni di luglio John Elkann avrebbe esplorato la possibilità di rilevare una quota di minoranza del marchio di moda Armani. Ma il suo fondatore, Giorgio Armani, avrebbe respinto l’idea. Secondo quanto riporta Reuters, l’investimento avrebbe fatto parte di un piano per costruire un conglomerato del lusso ancorato attorno al brand Ferrari. “Le discussioni con Armani (brand valutato dagli analisti circa 6 miliardi di euro, ndr) non sono andate avanti a causa della riluttanza del designer a vendere” scrive Reuters sottolineando come tra le parti si siano svolti colloqui informali. Ma niente: (per ora) Re Giorgio dice no. (mv)

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