Per Tod’s un trimestre a -30%, Della Valle invoca “forte prudenza”

Per Tod’s un trimestre a -30%, Della Valle invoca “forte prudenza”

Riduzione del numero degli accessori disponibili alla vendita per contenere l’invenduto. Sviluppo del canale online. Ma, soprattutto, per Diego Della Valle la parola d’ordine è “forte prudenza”. Il Gruppo Tod’s chiude il primo trimestre 2020 con una riduzione dei ricavi del 30%. E non comunica alcun dato relativo a redditività e prospettive.

Giù del 30%

Nei primi 3 mesi del 2020, il fatturato consolidato del Gruppo Tod’s è stato di 152,8 milioni di euro: -29,4% a cambi attuali e -29,7% a cambi costanti. Le attese degli analisti, raccolte da Reuters, prevedevano un fatturato di circa 162 milioni. A cambi costanti, ecco la performance dei brand di proprietà: Tod’s -32,2%, Hogan -26,5%, Roger Vivier -30,8%, Fay -19,2%. E quella delle divisioni merceologiche: calzature -29,8%, pelletteria -35,8%, abbigliamento -16,9%. Il mercato cinese cede il -47,5%, mentre l’e-commerce“continua a crescere in modo significativo”.

Una politica di forte prudenza

Diego Della Valle, CEO del Gruppo, ha commentato: “Buon inizio dell’anno con una crescita dei ricavi in tutte le regioni a conferma che il lavoro fatto cominciava a produrre i suoi risultati. Il manifestarsi dell’epidemia in Cina e la sua veloce diffusione in tutto il mondo hanno, però, cambiato ogni prospettiva. E ci hanno costretti a rivedere tutto, dando priorità a molte problematiche, spesso sconosciute, che abbiamo dovuto gestire inaspettatamente. Vista l’impossibilità di prevedere e governare il futuro, abbiamo deciso di adottare una politica di forte prudenza”. Nella pratica, “cercando di immettere sul mercato meno prodotto possibile, onde evitare che per la crisi in corso rimanesse invenduto con tutte le problematiche conseguenti”.

Nulla sarà come prima

Lo sguardo di Della Valle si proietta ad un futuro dove “nulla sarà più come prima”. E annuncia una rivoluzione nel piano collezioni, nel marketing e nella comunicazione. Il tutto per tenere “conto delle abitudini della gente a utilizzare sempre di più il web, che in futuro sarà sempre più protagonista nel diffondere prodotti, storie e tutto quello che servirà per fare comunicazione”. (mv)

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