Della Valle svolta: “Ripensare il capitalismo, evitare ricadute”

Della Valle svolta: “Ripensare il capitalismo, evitare ricadute”

Ripensare il capitalismo”, in senso più solidale e comunitario. “Evitare ricadute” nella pandemia e, quindi, nella quarantena, perché il sistema non può reggerle. Diego Della Valle (nella foto Imagoeconomica) crede che l’esperienza del Coronavirus imponga una svolta all’industria della moda e a tutta la società. Intervistato da Il Giornale, il patron del Gruppo Tod’s spiega che gli imprenditori non sono soggetti passivi del fenomeno. Anzi, sono chiamati a un ruolo da protagonisti.

Ripensare il capitalismo

Ripensare il capitalismo, ripartire col piede giusto: salute e sicurezza al primo posto”. È questo il mantra dell’imprenditore marchigiano. Il Gruppo Tod’s, dall’inizio dell’emergenza, ha intrapreso più iniziative nel senso della solidarietà verso i dipendenti e verso i territori. Ma, insiste Della Valle, quello che fin qui è stato su base volontaria, dovrebbe diventare un elemento del sistema. È necessario “stabilire quanto tempo e quanto denaro siamo disposti a dedicare alla causa del mondo solidale – sono le sue parole – e di essere un po’ più protagonisti nella vita sociale del Paese”.

Di che cosa c’è bisogno

Serve uno sforzo in più: “Conosco gli imprenditori, sono tutti grandi lavoratori che pensano al bene delle loro aziende – continua –. Dobbiamo capire che non basta più dire occupiamo tante persone per cui facciamo già una cosa socialmente rilevante. D’ora in poi dovremo dedicare una parte importante del nostro tempo e delle nostre risorse al mondo che ci circonda”. E anche chi quello sforzo non lo faceva, ora fronteggia nuove responsabilità: “Il nostro è un mondo di gente sana. Non mancano i furbi, certo, ma adesso c’è proprio bisogno di cambiare passo: è vitale per tutti”.

La velocità della moda

Della Valle sa che nella questione rientrano anche i processi della moda. L’imprenditore si unisce all’appello di Giorgio Armani e di quanti auspicano il rallentamento dell’alto di gamma. “È innaturale e fuori da qualsiasi logica questa corsa a perdifiato sul cambiamento – osserva –. Non puoi lanciare prodotti nuovi a getto continuo, se lo fai è a discapito della qualità, non è più lusso”.

Gli effetti di Coronavirus nel gruppo Tod’s

Fino a questo momento, Tod’s può felicitarsi di non essere stato falcidiato da Covid-19. Nel gruppo i positivi sono “per fortuna pochi e tenuti sotto controllo. D’altro canto noi abbiamo chiuso gli uffici di Milano il 25 febbraio e le aziende il 12 marzo, prima dell’obbligo governativo – conclude Della Valle –. Tornando dalle sfilate per la prima volta ho sentito un po’ di malumore: la paura del contagio stava diventando tangibile. Meglio quindi chiudere. Dobbiamo riaprire col piede giusto perché non possiamo permetterci ricadute”.

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