Un giugno poco rassicurante per Philipp Plein: ecco perché

Un giugno poco rassicurante per Philipp Plein: ecco perché

Un giugno poco rassicurante per Philipp Plein. Il creatore dell’omonimo brand è finito sotto i riflettori per tre, fastidiose, ragioni. La prima: è stato condannato a risarcire la Ferrari con 300.000 euro. La seconda: i sindacati l’hanno accusato di aver licenziato alcuni dipendenti nonostante avesse percepito gli aiuti di Stato dal governo svizzero. La terza: il noto portale Diet Prada ha sostenuto in un post che Plein avrebbe copiato font e grafica di Dior.

Ferrari

La querelle con la Ferrari risale al luglio 2019, quando Plein posta video e foto su Instagram in cui pubblicizza le sue scarpe fotografandosi accanto ad alcuni modelli della casa di Maranello, di sua proprietà. Immagini che non piacciono a Ferrari perché evidenziano “una indesiderata connessione tra i marchi Ferrari e la linea di scarpe di Philipp Plein e il discutibile modo in cui sono promossi”. Lo stilista ribatte che le Ferrari usate sono di sua proprietà. Niente da fare. Il Tribunale di Milano lo condanna a 300.000 euro di risarcimento danni, oltre alla immediata rimozione di tutti i relativi contenuti social. Il designer, con una mossa a sorpresa, prova a correre ai ripari scrivendo una lettera aperta a Ferrari. In altre parole, chiede di chiudere il contenzioso versando un contributo di 200.000 dollari a Official Gianna Floyd Fund, la raccolta fondi creata per sostenere la figlia di George Floyd. “Mi sembra completamente inopportuno proseguire una causa per questioni così irrilevanti. Né Ferrari né io abbiamo davvero bisogno di quei soldi” ha scritto Plein (fonte MF Fashion). Il Cavallino Rampante risponde picche.

Licenziamenti

Negli stessi giorni PhilippPlein compare in televisione e dichiara che è “immorale” non licenziare in periodo di crisi, evitando così di pesare sulle casse dello Stato. La sua azienda era passata da 140 a 110 dipendenti, per poi ridurre ulteriormente il personale, a causa della pandemia, a 79 unità. Queste dichiarazioni non sono piaciute ai sindacati che hanno segnalato Plein all’Ispettorato del Lavoro di Bellinzona, come riporta il Corriere del Ticino. “Passare da 140 a 79 dipendenti in 6 mesi vuol dire effettuare una riorganizzazione di circa il 50%” ha dichiarato il sindacalista Paolo Coppi che si chiede se lo stilista abbia rispettato le regole che il caso impone.

Un giugno poco rassicurante che finisce così

L’ultimo “fastidio” Plein se lo vede recapitare da Diet Prada. Questa volta, il designer tedesco viene chiamato in causa perché avrebbe copiato il motivo del logo Autunno/Inverno 2020 di Shawn Stüssy x Dior. Per ora Plein non ha replicato. (mv)

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