Brasile in agitazione: l’onda CRV dai macelli chiusi al couro verde

Brasile in agitazione: l'onda CRV dai macelli chiusi al couro verde

Macelli chiusi, produzione di carne giù del 9,2% e prezzi della materia prima che si riallineano. La pandemia di Coronavirus determina complessi meccanismi e ricadute sui mercati del Brasile. Ad aprile 42 imprese della carne hanno sospeso la loro attività per contenere il contagio e questo ha contribuito a ridurre la produzione di carne. Ma in questo periodo anche il mercato conciario ha subito i contraccolpi del lockdown globale: le ripercussioni si colgono subito.

Macelli chiusi

Il Ministero dell’Agricoltura brasiliano ha reso noto nei giorni scorsi che 42 stabilimenti di lavorazione della carne hanno sospeso l’attività nel mese di aprile. Tra questi vi sono 31 macelli di bovini e 2 unità di lavorazione di carne. Gli stabilimenti sono sparsi in diversi Stati del Paese e rappresentano il 9,4% dei 446 presenti sul territorio brasiliano. Secondo il governo, nel complesso 35 chiusure sono state decise dalle società stesse, mentre 1 sola è stata imposta dal ministero. Altre 6 sono avvenute per decisione di altri enti.

Produzione giù del 9,2%

Secondo i dati forniti dall’Istituto brasiliano di geografia e statistica (IBGE), nel primo trimestre 2020 la macellazione di bovini è calata del 9,2% rispetto allo stesso periodo del 2019. I dati calano invece del 10,8% se il termine di paragone è il trimestre precedente, l’ultimo dell’anno scorso. In termini assoluti i macelli brasiliani hanno lavorato 7,2 milioni di capi di bestiame per un totale di 1,82 milioni di tonnellate di carne. Anche quest’ultimo dato è in calo rispetto al recente passato. Nello specifico registra un -6,5% rispetto al primo trimestre 2019 e un -12,8% rispetto al trimestre precedente. Per ciò che riguarda la pelle, le concerie di maggiori dimensioni del Paese hanno comunicato di aver ricevuto 7,44 milioni di pelli grezze nel primo trimestre 2020. Vale a dire il 12,2% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso e il 5,7% in meno se confrontato con i dati di chiusura del 2019.

I prezzi si riallineano

Secondo un sondaggio di Scot Consultoria, citato da canalrural.com.br, la contrazione della domanda ha determinato un aumento dei prezzi della materia prima conciaria, il cosiddetto couro verde, nell’ultima settimana. Nell’area del Brasile centrale il grezzo di prima scelta costa mediamente 0,50 Real al chilo. L’aumento rispetto alla settimana precedente è dell’11,1%. Nello Stato del Rio Grande do Sul non vi sarebbe stato invece alcun incremento. Qui la pelle grezze è valutata 0,45 Real al chilo (0,077 dollari o 0,072 euro). (art)

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