Brasile, l’export di carne rossa fa boom. Gli irlandesi insorgono: “UE, non aprire le frontiere”

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Più 47% su base annua. È la performance delle esportazioni di carne bovina brasiliana (495 milioni di dollari circa) nel mese di novembre. In volume l’export è cresciuto del 53,3%, per un totale di oltre 116.000 tonnellate. I dati, comunicati dal ministero per l’Industria e il Commercio Estero di Brazilia (MDIC), si saldano a un ottobre positivo e danno continuità a un anno dal bilancio affatto critico, malgrado lo scandalo Carne Fraca in primavera. Non ha torto Jan Roelsgaard, ceo di DAT-Schaub, sussidiaria di Danish Crown che nell’ultimo anno ha operato diverse acquisizioni in Sud America, quando dice di non essere preoccupato “per gli scandali brasiliani”. Al contrario, afferma a GlobalMeatNews, “quando guardi al potenziale, il Brasile è davvero un grande mercato per il suo contesto naturale”. La zootecnia brasiliana se la passa così bene che quella irlandese comincia a spaventarsi. IFA, l’associazione nazionale degli allevatori, sta affilando le armi dello scontro con il commissario UE al Commercio Estero (Cecilia Malmström) per l’accordo che Bruxelles si accinge a firmare con Brazilia. Il mercato comunitario accoglierebbe a condizioni tariffarie agevolate circa 70.000 tonnellate di carne rossa sudamericana. Secondo IFA, un colpo fatale per gli operatori europei, che perderebbero produzione, fatturato e addetti.

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