L’impatto di guerra, sanzioni e rublo forte sul commercio di pelli

L’impatto di guerra, sanzioni e rublo forte sul commercio di pelli

Pesa l’impatto della guerra: sin dalle sue premesse nel 2014, non solo dall’invasione dell’Ucraina di febbraio 2022. Hanno una certa influenza le sanzioni disposte dall’UE. E, soprattutto, ha inciso il rublo forte, specie nell’interscambio dell’ultimo anno. C’è più di una ragione se gli acquisti italiani di pelle russa sono in costante calo. Ne parliamo su “Sanzioni”, il mensile 4 – 2023 de La Conceria. Un numero dedicato alle relazioni con l’area CSI e, più in generale, a tutte le barriere che affronta il mercato della pelle e prodotto in pelle.

 

 

E soprattutto il rublo forte

Il calo degli acquisti non è un’opinione. “Secondo i dati elaborati dal Servizio Economico di UNIC – Concerie Italiane – si legge nell’articolo Il Rublo sulla Pelle –, l’import di materia prima conciaria e di pelli semilavorate (di tutte le tipologie) è passata dalle 2.700 tonnellate del 2017, alle 897 del 2021, precipitate ancora a 668 nel 2022 (-26% sul 2021 e -14% sul 2019). L’andamento è negativo anche in valore: i 7 milioni di import del 2017 si sono trasformati in 1,9 milioni del 2021 e poco meno di 2,2 nel 2022”.

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