Brexit è fatta: per lo meno, il lusso inglese ora ha una certezza

Brexit è fatta: per lo meno, il lusso inglese ora ha una certezza

Con l’entrata in vigore della Brexit, il lusso inglese ora ha una certezza: lo attendono undici mesi di transizione. È il periodo durante il quale il Regno Unito resterà all’interno della giurisdizione economica dell’UE. Nel frattempo, negozierà un nuovo accordo commerciale con l’Europa, ma anche con altri paesi, USA su tutti.

Il lusso inglese ha una certezza
“L’ufficialità della Brexit è un sollievo – afferma Mary Alice Malone di Malone Souliers a Footwear News –. Ora vogliamo solo scoprire cosa dobbiamo fare e come andare avanti”. La testata USA ha raccolto anche il parere di Giuseppe Santoni, CEO di Santoni: “Tutti sono molto entusiasti della Brexit – dice con riferimento ai grandi magazzini di Londra –. Sono sicuro che si troverà una soluzione efficace”. Meno ottimista si rivela Helen Brocklebank, CEO di Walpole l’associazione britannica del lusso: “Ci saranno enormi sfide post Brexit, poiché i marchi di lusso dovranno adeguarsi sia sull’import che sull’export”. Non solo rischi, riconosce Brocklebank: “Ci saranno anche opportunità per poter rendere la Gran Bretagna il posto migliore in cui far crescere un marchio di lusso”.

In attesa delle tariffe
“La priorità numero uno deve essere quella dei dazi e tariffe – afferma Adam Mansell, CEO della UK Fashion and Textile Association, con Vogue Business –. L’UE è di gran lunga il più grande mercato per il Regno Unito quindi, avere accesso gratuito a quel mercato è estremamente importante per noi“. Sulla stessa linea il commento di Thierry Andretta, CEO di Mulberry: “Le aziende del Regno Unito non dovrebbero essere obbligate a pagare dazi su materie prime e componenti provenienti dall’UE. Se questo non avverrà, ci sarà sicuramente un impatto sui prezzi per i nostri clienti”.

Frontiera irlandese
Brexit mette in discussione anche la circolazione delle persone, ad esempio tra il Regno Unito e l’Irlanda del Nord. Un dossier all’attenzione BFA-Bristish Footwear Association, che vuole rappresentare al Governo le esigenze degli associati. “In che modo e quanto pesa la circolazione delle merci e dei servizi UK-Irlanda del Nord nella vostra supply chain?”, chiede BFA. Il discorso, poi, sarà esteso anche ai rapporti con l’UE.

Rassicurazioni conciarie
Coinvolto anche il mondo conciario. Lo scorso 30 gennaio Derek Mackay, segretario per la Finanza, l’Economia e il Lavoro del governo scozzese, ha visitato lo stabilimento Scottish Leather Group di Bridge of Weir (nella foto). Il gruppo scozzese esporta l’80% dei suoi prodotti. Nel corso della visita, Mackay ha affermato: “È stato positivo sentire che l’azienda stia mettendo in atto delle misure per prepararsi alla Brexit e costruire la resilienza per affrontare cambiamenti potenzialmente significativi”. (mv)

Foto dal blog di Derek Mackay

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