È tempo di ritorni: dopo Coca in LV, Norsa rientra in Ferragamo

È tempo di ritorni: dopo Coca in LV, Norsa rientra in Ferragamo

Michele Norsa rientra in Ferragamo. Il manager, già amministratore delegato del brand dal 2006 al 2016, dal 28 maggio assume l’incarico di vicepresidente esecutivo: collaborerà, dunque, nella guida della maison fiorentina con Ferruccio Ferragamo e Micaela Le Divelec Lemmi. Proprio con la CEO, cui sono confermati tutti i poteri, Norsa “lavorerà in coordinamento per l’attuazione dei programmi e dei piani di sviluppo della società”, recita il comunicato.

Norsa rientra in Ferragamo

Nella governance di Ferragamo, dunque, si profila una triade. Per far posto a Norsa, dicevamo, hanno rinunciato ad alcune funzioni il presidente Ferruccio e, soprattutto, il figlio Giacomo, che ha lasciato il Consiglio. Giacomo rimane confermato nei ruoli di direttore Brand, Prodotto e Comunicazione, nonché di Dirigente Strategico della Società.

Il valore di Michele

Norsa è stato protagonista della stagione dell’IPO e del grande consolidamento di Ferragamo. Per questo la sua vision e i suoi metodi tornano utili ora, cioè in piena pandemia Covid, quando l’industria del lusso è sottoposta a uno stress test che, insieme a tante insidie, nasconde anche qualche chance. Ne è convinto un anonimo addetto ai lavori, che commenta così la notizia con WWD: “Ci cono opportunità in questa congiuntura, quando timing e format degli show e delle collezioni cambiano e nuove operazioni strutturali sono necessarie. Norsa porterà il rigore che ha sempre dimostrato in carriera. La situazione attuale permette di implementare strategie che in tempi normali non sarebbero possibili. La velocità è la chiave”.

La stagione dei ritorni

Due indizi sono solo una coincidenza: bisogna aspettare il terzo per essere davanti a una prova, scriveva Agatha Christie. Ma il ritorno di Norsa in Ferragamo, a breve distanza da quello di Johnny Coca in Louis Vuitton, lascia intravedere una pista investigativa. In un’epoca di incertezze, come quella del Coronavirus, le griffe vogliono garanzie. Il settore viene da anni di giostre degli incarichi, dove CEO e stilisti si sono avvicendati alla guida dei brand in una staffetta senza fine. Adesso affidarsi a personalità non solo garantite, ma già conosciute, assume un valore nuovo.

 

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