Gli appunti di Richemont per lanciare la sfida a Kering e LVMH

Gli appunti di Richemont per lanciare la sfida a Kering e LVMH

A lungo, negli ultimi anni, gli analisti hanno speculato sulla possibilità che Richemont disinvestisse dalla moda. Che il gruppo elvetico del lusso, cioè, lasciasse perdere il segmento Fashion per concentrarsi su gioielleria e orologi. Non è così, anzi. Dall’ultima assemblea annuale degli azionisti rimbalzano gli appunti di Richemont per muoversi nella direzione opposta: vale a dire strutturare una strategia di sviluppo della divisione, a cominciare da manager e stilisti. Con l’obiettivo, chissà, di fare paura (per così dire) a Kering e LVMH.

Gli appunti di Richemont

L’ultimo squillo di tromba arriva con l’ingaggio di Philippe Fortunato: al manager, fino a marzo in Givenchy (quindi in LVMH), gli svizzeri affidano il ruolo di CEO della divisione Fashion & Accessories Maisons. Come riporta MFF, il primo compito di Fortunato è affiancare Riccardo Bellini nel potenziamento di Chloé. Non solo. Nel programma di governo ci sono i piani per Azzedine Alaïa, per cui si prevede lo sviluppo nel corso dell’anno del team di creativi e la fondazione di uno “spazio heritage” per conservarne con tecniche museali i circa 10.000 capi in archivio. E mentre si attendono novità sul progetto di AZFashion con il redivivo Alber Elbaz, si rincorrono rumor su un altro (possibile) ritorno. Quello, cioè, di Phoebe Philo, già in pianta organica dal 1997 al 2006. Quello di Richemont, insomma, tutto sembra tranne che una dismissione. Assomiglia molto di più a un rilancio.

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