È il Single Day: si parte dai 15,3 miliardi dell’anno scorso in attesa che il business cinese arrivi qui

Ci siamo: oggi centinaia di milioni di consumatori cinesi si lanceranno su offerte e sconti per accaparrarsi beni di consumo a prezzo vantaggioso. È il Single Day, celebrazione commerciale made in China nata quasi per gioco negli anni ’90 (se il 14 febbraio è la festa degli innamorati, quale data migliore per celebrare gli scapoli dell’11 novembre, che comprende 4 volte l’1?) e diventata pilastro del calendario. Secondo le stime pubblicate da Fortune, un anno fa in un giorno nella Repubblica Popolare si sono staccati scontrini per 15,3 miliardi: più del doppio di quanto negli negli USA si è speso negli analoghi appuntamenti del Black Friday e del Cyber Monday (poco più di 6 miliardi complessivi), anche queste in programma a novembre (quest’anno rispettivamente il 24 e 27). Finora il Single Day è stato un fenomeno cinese, ma non è detto che rimanga tale a lungo. Alibaba, che un anno fa solo nei primi 5 minuti di offerte ha venduto prodotti per 1 miliardo, vuole esportare il modello anche in Europa. Dove, d’altronde, la base di potenziali acquirenti che possono rendere di successo l’operazione è rappresentata da cinesi stessi: secondo l’azienda postale britannica, nel periodo febbraio-aprile il in Inghilterra il 55% degli acquisti online è stato fatto da cittadini cinesi.

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