CRV costa caro alla borsa italiana: in fumo il 37% del fatturato

CRV costa caro alla borsa italiana: in fumo il 37% del fatturato

Il presidente di Assopellettieri non può dirsi sorpreso: “Ci eravamo preparati a dei numeri difficili ed eccoli qui”. Franco Gabbrielli fa riferimento al raffronto tra i dati dell’ultima indagine di Confindustria Moda con quelli di sondaggi e indagini rapide effettuati tra i propri associati. Il risultato dice che nel primo trimestre del 2020 è andato in fumo il 37% del fatturato della borsa italiana. Gabbrielli sa che il settore non ha intenzione di arrendersi, ma che ha bisogno di sostegno: “Guardiamo al futuro – è il commento affidato a una nota stampa -, ma abbiamo bisogno di essere ascoltati da parte del Governo.”

In fumo il 37% del fatturato

La parola chiave, ça va sans dire, è Coronavirus. Sono state la pandemia, con i conseguenti lockdown e stop ai mercati, a zavorrare il settore. Nello stesso periodo in cui si è assistito al calo medio del fatturato del 37%, dicevamo, Assopellettieri riporta che gli ordinativi si sono invece ridotti mediamente di circa il 45%. Secondo ISTAT, intanto, a marzo 2020 la produzione industriale per la pelletteria ha ceduto il 57% su base annua.

Di cosa c’è bisogno, ora

La chiave ora non è guardare al passato, ma rimettersi immediatamente in moto per recuperare il terreno perso – tuona Gabbrielli –. In questo momento quello che ci preoccupa non è certo la capacità di reazione delle nostre aziende: siamo pellettieri, abbiamo la pelle dura, sacrificio e sudore non ci hanno mai fermato”. Che cosa, allora, tiene sulle spine? Il sostegno che lo Stato si rivelerà in grado di fornire. “Il ruolo fondamentale deve essere svolto dal Governo – continua il presidente di Assopellettieri –, che deve metterci nelle condizioni di ripartire”. Che cosa serve al settore? “È necessaria la liquidità tanto promessa, ma che fino ad oggi in pochissimi hanno visto (e con tante difficoltà) – conclude –: è necessario semplificare le procedure e i tempi per ottenerla, sono essenziali provvedimenti più forti in tema fiscale e un concreto sostegno all’export che rappresenta l’85% del fatturato delle nostre imprese”.

 

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