Mipel Lab a New York: “Tutte le opportunità per la borsa italiana”

Mipel Lab a New York: “Tutte le opportunità per la borsa italiana”

Negli States ci sono ricchissime opportunità per la borsa italiana. Perché molti marchi a stelle e strisce stanno ristrutturando la propria supply chain, sganciandola dall’Asia: vuol dire che cercano nuovi fornitori. Gli stessi marchi, oltretutto, sono nel mezzo di un percorso di riposizionamento (verso l’alto, ça va sans dire) per andare incontro alle richieste del pubblico in fatto di sostenibilità ambientale e sociale. Musica per la pelletteria made in Italy. Per questo Mipel Lab, l’hub del sourcing promosso da Assopellettieri e Lineapelle, ha deciso di partecipare a Lineapelle New York (13-14 luglio). “È il primo step del nostro percorso di internazionalizzazione che, dopo gli USA, toccherà il Regno Unito – ci spiega Franco Gabbrielli, presidente di Assopellettieri (nella foto) –. Lineapelle è un partner fondamentale della nostra operazione, simbolo dell’accordo di filiera che già vediamo sul territorio, perché i distretti della borsa e della pelle sono negli stessi territori, in Veneto, in Toscana e in Campania”.

 

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Le opportunità per la borsa italiana

Nello scenario di Lineapelle New York le pelletterie di Mipel Lab chi contano di incontrare? “Tutti quei brand statunitensi che vogliono una produzione di alto livello – risponde Gabbrielli –. Per questo gli States sono un mercato molto strategico: ci sono tanti marchi, magari non molto famosi da noi, ma che fanno volumi interessanti”. Marchi, oltretutto, che intervengono sulla catena del valore: “Dopo le difficoltà incontrate in Asia e le tensioni geopolitiche tra Washington e Pechino – continua Gabbrielli – cambiano le forniture. E ora per ragioni di posizionamento sono ben lieti di fare conto sul made in Italy”. Lo chiede il mercato: “I consumatori sono sempre più attenti alla qualità in un senso più ampio della sola qualità del prodotto. Per questo ora la sfida dei marchi è dimostrare di essere sostenibili, certificati, responsabili. La differenza la fa la filiera: i brand statunitensi con la nostra manifattura alzano il livello”.

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