Per Aldo Cappetti (CNA) la formazione è l’antivirus: e non solo

Per Aldo Cappetti (CNA) la formazione è l’antivirus: e non solo

La formazione è l’antivirus. Ma è, anche, un “fertilizzante”, capace di far ricrescere e rinvigorire il tessuto imprenditoriale locale. È la strategia anti-Covid di Aldo Cappetti (nella foto), titolare di Romy Pelletterie e vicepresidente CNA Valdarno. In previsione della fine della pandemia e del graduale ritorno ai consumi, Cappetti vede nuove opportunità. Ma sottolinea anche la necessità del territorio di organizzarsi per poter produrre, qualitativamente e quantitativamente, ciò che verrà richiesto. Ergo: il bisogno è quello di attirare e formare nuove leve della pelletteria. Ne discutiamo in questa intervista.

La formazione è l’antirvirus

Qual è la situazione in Valdarno?

Abbiamo sofferto come tutti causa pandemia, ma ora dobbiamo pensare al futuro. E alla ripresa degli ordini e ai prossimi anni nei quali assisteremo, molto probabilmente, a un aumento dei consumi di lusso. E, qui, dovremo essere pronti se vogliamo che anche il distretto abbia un futuro.

Come prepararsi?

Siccome manca il personale qualificato, occorre puntare sulla formazione. I marchi hanno internalizzato la produzione, hanno assunto personale attingendo dal bacino locale. Così facendo, hanno perso quella agilità produttiva che sarebbe stata utile in tempo di Covid.

Rifioritura sistemica

Allora, di cosa c’è bisogno?

Deve rifiorire tutto il sistema formato dalle PMI e dalle aziende artigiane che, negli anni passati, con le loro abilità manuali hanno attirato i gruppi del lusso. Tutto questo sistema che alimentava il made in Italy deve tornare a essere protagonista.

Tecnologia e manualità

Come riuscirci?

Da un lato c’è la tecnologia e dall’altro la manualità. Non sono contrapposte, ma complementari. Il prodotto va toccato, maneggiato. Ci vuole il contatto umano. Credo che nel futuro ci sarà una grande richiesta di sviluppo del prodotto. Cioè, della fase che c’è tra la parte puramente creativa, svolta dallo stilista, e la produzione vera e propria.

Occorrono, quindi, risorse umane specializzate in questo senso…

Esattamente. Qui dobbiamo puntare alla formazione con stage, scuola, ecc.

L’interesse dei giovani

C’è interesse tra i giovani?

C’è nella misura in cui tu lo sai attrarre. I giovani vanno fatti appassionare. Secondo me la riuscita della formazione dipende dal formatore. Le aziende che devono fare formazione vanno selezionate perché devono garantire di avere tempo, voglia e competenza per seguire il giovane allievo.

Finora la formazione ha svolto bene il suo ruolo?

Abbastanza. Anche se, ultimamente, è stata un po’ trascurata. Ma ora è venuto il momento di puntarci, se non vogliamo che il distretto si dissolva col tempo. (mv)

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