Secondo Rebag il second hand fa bene al mercato della pelletteria

La moda del lusso di seconda mano dilaga e, per le griffe, è una buona notizia

“Il mercato second hand della pelletteria crea più domanda, perché il venditore con i soldi incassati probabilmente comprerà una borsa nuova”. Lo afferma Charles Gorra, fondatore e CEO di Rebag, piattaforma online per borse di lusso di seconda mano lanciata nel 2014 negli Stati Uniti che oggi, dopo aver raccolto oltre 50 milioni di dollari, si è sviluppata fino ad avere 7 store fisici e 110 dipendenti.

Strumento finanziario
“Ci consideriamo uno strumento finanziario perché probabilmente i clienti useranno ciò che hanno incassato per acquistare una nuova borsa – sono le sue parole all’edizione britannica di Fashion United –. Le borse di lusso sono molto costose, ma se sai che puoi rivenderla sei più propenso a effettuarne l’acquisto”.

Il modello di Rebag
Il cliente che vuole rivendere la borsa invia le immagini del prodotto in digitale e Rebag in base a queste elabora un preventivo. Quindi la borsa è fisicamente inviata alla società, che la esamina per verificarne l’autenticità: “Un processo di revisione molto approfondito”, afferma il CEO. Una volta accertato che il prodotto non è fake, Rebag invia i soldi al cliente e mette in vendita la borsa. Questo modello di business prevede i “rischi di inventario”, come lo definisce Gorra, cioè la possibilità che l’oggetto non venga rivenduto.

 

Il traino della sostenibilità
Una possibilità che si è ridotta col tempo, anche per la accresciuta voglia di sostenibilità. Secondo Gorra, però, sono più forti ancora due motivazioni: “Le conseguenze della crisi del 2008, perché tutti sono alla ricerca di un buon affare, indipendentemente dalla loro capacità di spesa”. E poi? Un nuovo concetto di proprietà: “Meno risorse e più esperienze, così come ci hanno insegnato Uber e Airbnb”.

I piani di crescita
Rebag vorrebbe arrivare a 30 negozi fisici negli USA: “Abbiamo notato che la vendita di borse di fascia alta funziona davvero bene nei negozi fisici, quindi abbiamo una intera parete dedicata al modello Birkin, con 30-40 esemplari in ogni negozio”. Anche l’espansione internazionale fa parte dei piani dell’azienda così come l’applicazione dello stesso modello di business su altre categorie di prodotti. (mv)

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