La pelliccia passa all’attacco: l’International Fur Federation sfida gli hater con la campagna The Responsible Choice

La tracciabilità e la sostenibilità per contrastare attacchi che mettono a repentaglio “la sopravvivenza di questo settore”. Dopo la scelta Gucci, Versace, Furla e altre griffe di rinunciare alle pellicce nelle proprie collezioni, il settore reagisce a livello internazionale con la campagna Natural Fur – The Responsible Choice, la cui presentazione da parte dell’International Fur Federation ha toccato ieri Milano con la presenza del ceo Mark Oaten in persona. Come racconta Pambianconews, la prima azione concreta è rappresentata da una brochure che sarà diffusa in alcuni mercati chiave, tra cui quello italiano, che sarà seguita dall’avvio di progetti sulla tracciabilità di ogni pelliccia raccontando le condizioni in cui ha vissuto l’animale e i processi di produzione delle aziende. Due pilastri per comunicare la trasparenza del settore, a cui si aggiungerà la valorizzazione dell’intrinseca naturalità del prodotto stesso, fino ad arrivare, dice Oaten al portale italiano, “a una certificazione sulla full global sustainability della pelliccia, ovvero comprendente il welfare dell’animale, l’ambiente e la responsabilità sociale, a cominciare dalla tutela dei lavoratori”. Una campagna e una brochure che hanno già fatto “outing” nel mondo della fashion industry a Lisbona, dove IFF è stato tra gli sponsor della Condé Nast International Luxury Conference.

 

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