Harrods, Selfridges e non solo: il retail britannico è alle corde

Harrods, Selfridges e non solo: il retail britannico è alle corde

In generale, e nello specifico del comparto moda/accessori, il retail britannico è alle corde. Dal lockdown a oggi, secondo i dati elaborati dall’agenzia stampa PA, in totale i posti di lavoro persi o a rischio sarebbero almeno 41.400. Mentre il riscontro del Centre for Retail Research di Londra (pubblicato a luglio) rivela che dal 1° gennaio 2020 almeno 24.348 posti di lavoro sono già andati in fumo causa insolvenza delle insegne di vendita, con una quota significativa relativa al fashion.

Il retail britannico è alle corde

A luglio, Harrods ha licenziato circa 700 addetti, mentre Selfridges (nella foto) ha tagliato 450 posti di lavoro. Ma il numero più impressionante è quello di Marks & Spencer. A luglio aveva annunciato 950 licenziamenti. Ma all’inizio di agosto la società ha rivelato che il taglio era molto più corposo e includeva altri 7.000 posti di lavoro entro i prossimi tre mesi. Poi c’è John Lewis che ha confermato che almeno 1.300 posti di lavoro sono a rischio. Debenhams, ha chiuso 15 negozi, ma non ha specificato il numero degli addetti licenziati, comunicando che potrebbero essere oltre 2.500.

Anche i brand

Non solo i retailer UK licenziano, però. Anche i brand hanno annunciato licenziamenti. 500 per Burberry (150 in UK, 350 all’estero) e 860 per Clarks (160 immediati e 700 nei prossimi 18 mesi), parzialmente compensati da 200 nuove assunzioni. Mulberry ha tagliato 350 posti di lavoro e Oliver Sweeney ha definitivamente chiuso tutti i suoi punti vendita con conseguenti tagli del personale. (mv)

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