JC Penney spera, Gap crolla e sforbicia: la lotta del retail USA

Gap crolla e sforbicia, JC Penney spera: la lotta del retail USA

I colossi del retail USA si riorganizzano. Gap crolla e sforbicia la rete di distribuzione in Europa. Invece JC Penney spera: l’insegna sta per essere ceduta e prevede di uscire dal Chapter 11 prima di Natale. True Religion ne è appena uscito, tagliando costi operativi e debiti.

JC Penney spera

Il CEO di JC Penney, Jill Soltau, ha dichiarato di prevedere l’uscita dal Chapter 11 prima delle festività natalizie. In un comunicato stampa, la catena di grandi magazzini spiega di aver compiuto un altro passo verso la vendita a Simon Property Group e Brookfield Property Partners. Il patrimonio immobiliare passerà alle banche creditrici. L’accordo deve essere approvato dal Tribunale nell’udienza fissata per l’inizio di novembre. Se tutto andrà a buon fine saranno salvi l’azienda, 160 negozi e 60.000 posti di lavoro. L’ostacolo? Siglare un contratto di locazione tra i proprietari di JC Penney e gli istituti di credito entro lunedì 26 ottobre. Servirà uno sprint per concludere “quello che presumo sia uno dei contratti di locazione più lunghi e complessi conosciuti dall’umanità” ha detto il giudice David Jones secondo Business of Fashion.

Gap crolla e sforbicia

Gap ha invece deciso di ridurre gli investimenti in Europa. Sebbene le prime chiusure siano datate 2015, la pandemia ha accelerato la strategia. Alla fine del secondo trimestre 2021 l’etichetta statunitense chiuderà i suoi negozi in Italia, Spagna, Francia e Regno Unito, lasciando senza lavoro circa 2.500 dipendenti (fonte Corriere della Sera). Gap non abbandonerà del tutto l’Europa ma, rileva MF Fashion, si affiderà al franchising.

I conti di True Religion

True Religion aveva 87 negozi ad aprile, quando ha presentato richiesta di protezione dai creditori. Ora ne ha 50. È una delle direttrici lungo le quali l’insegna ha compiuto il percorso di ristrutturazione utile per uscire dal Chapter 11. L’amministratore delegato Michael Buckley ha dichiarato che la ristrutturazione in tribunale “ha consentito all’azienda di ridurre i costi operativi e il carico di debito”. In questo modo ha potuto “emergere come una società operativa redditizia e snella con un bilancio sano”. Nonché con una nuova proprietà. (mv)

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